LA MANINA DEL CONDONO FISCALE: EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA

DI LUCIO GIORDANO

E dunque Gigino Di Maio accusa che al Quirinale, sul condono fiscale, sia arrivato un testo manipolato . In tv, a Porta a Porta,  infatti dichiara :  “Domani presento un esposto alla procura della Repubblica. All’articolo 9 del decreto fiscale  c’è una parte che non avevamo concordato nel Consiglio dei ministri. Una sorta di scudo fiscale per i capitali all’estero e una non punibilità per chi evade. In Parlamento questo testo non lo votiamo, questa parte deve essere tolta. Non ho mai detto che si volevano aiutare i capitali mafiosi”. A stretto giro, l’ufficio stampa del Colle precisa: “Il testo del decreto in materia fiscale non è ancora pervenuto”. La controreplica di Di Maio: “Allora basterà lo stralcio”. Lega chiamata  implicitamente in causa. E risposta piccata dei vertici del carroccio: “Noi siamo seri, niente sappiamo, niente diciamo,  di decreti truccati”. EXCUSATIO NON PETITA, ACCUSATIO MANIFESTA, verrebbe da pensare, senza lasciarsi nemmeno trascinare dal dubbio. Perchè, infatti,  rispondere in quel modo quando fino ad un istante prima Di Maio stesso  aveva difeso la fedeltà degli alleati di governo della Lega? Mistero.

Sembra una puntata di Temptation Island, quel programma, popolare e un po’ trash,  di cuori nella bufera in onda sulle reti Mediaset. E invece  è solo un caos di governo. L’ennesimo. Cresce così , provocatoriamente,  il numero di quanti continuano a sostenere che Salvini avrebbe fatto meglio a varare  il governo con Berlusconi perchè, per dirla con il segretario della Lega,  chi si somiglia, si piglia. E c’è invece  chi si scatena con prese in giro, in alcuni casi esageratamente feroci,  nei confronti di Di Maio e  di Salvini:  i Gianni e Pinotto della politica italiana, come li chiamano sempre più persone.  Governo del cambiamento? Per carità, sembra di essere tornati alla prima repubblica, senza nemmeno gli statisti di una volta.

In questo giallo ad insaputa del ministro del lavoro, in questa gelida  manina che nessuno vorrebbe riscaldare  e  che scivola furtiva per cambiare il testo dell’accordo di maggioranza, c’è  quindi tutto il clima di questo esecutivo che ricorda amararamente un’  Italia  allo sbando, con i due leader di partito che non potranno rappresentare giocoforza il futuro del Paese, per manifesta inadeguatezza. Certo, oltre ad allargare le braccia e sorridere amaro  per quello che è capitato, ci sono diverse considerazioni da fare su questo incidente politico  che lo stesso Di Maio ha definito gravissimo. Eccole in ordine di apparizione

  1. il giovane ed inesperto vicepremier dei 5 stelle ha perso in una botta sola una quantità industriale di consensi. Sono in molti, adesso, a rimpiangere quel M5s degli esordi che aveva acceso la speranza negli italiani,su di  un movimento che davvero avrebbe potuto rappresentare una svolta netta nella politica italiana. C’è nostalgia dei Nicola Morra, dei Francesco Campanella, delle  varie Nugnes, tutti  esponeti grillini messi ai margini o esautorati in questi anni, in favore di una classe dirigente quanto meno raffazzonata.
  2. si diceva dell’inesperienza del giovane leader a 5 stelle. In molti, all’interno del movimento a questo punto  preferirebbero   un sessantenne navigato alla guida del partito, piuttosto che  un ragazzo volenteroso ma che paga  la scarsa pratica con il mondo della politica, Del resto a 30 anni ci si può  fare le ossa, non certo guidare una formazione che ha vinto le elezioni con il 33 per cento dei voti. Insomma, al posto di Casaleggio jr., un pensierino per sostituire Gigino con Morra o Fico, lo faremmo.
  3. ad oggi dell’esposto in procura si sono perse le tracce. Del resto, ragionano in molti,  che fai:  vai a denunciare i tuoi alleati di governo? Minimo ti considererebbero strano
  4. Appare evidente, e non si spiegherebbe altrimenti,  che la norma sia stata approvata in cdm salvo intese. Una formula che di solito si attua quando c’è un accordo di massima e non sui singoli punti. Le dichiarazioni tirate  fuori nel corso della diretta tv di raiuno da Di Maio fanno capire che questo accordo non c’era. Per chiarezza: prassi vuole che la manina salva intese di solito deve agire con il benestare del sottosegretario alla Presidenza , in questo caso il leghista Giorgetti. C’è però da escludere che Giorgetti si sia  esposto  sino a questo punto. Troppo navigato e rigoroso per nuoversi  così disinvoltaltamente, sulla spina dorsale della manovra economica. Ecco perchè il mistero si alimenta di domande senza risposta.
  5. Ipotesi da avvocato del diavolo:  Giorgetti ha fatto scivolare il testo sul pianale favorevole alla Lega e visto che non c’era nessun accordo punto per punto , lo ha fatto scrivere come voleva lui. Seconda ipotesi : Di Maio era d’accordo sul condono fiscale così come è uscito in cdm ma non ha calcolato la reazione della base che ha creduto sin dal primo giorno ai valori dell’onestà, dell’uguaglianza sociale, della correttezza, proprugnati in questi anni  dai 5 stelle. Una  base ancora viva, nonostante tutto ,  e che ha minacciato la rivolta interna. Leggi: l’addio al movimento. Per salvare la faccia e i voti , Di Maio  allora avrebbe alzato il polverone di ieri sera. Sia ben chiaro, siamo nel piano delle ipotesi e non c’è nessun processo sommario in corso. Ma queste due versioni sono nettamente maggioratorie sui social nertwork, diventati( beffa delle beffe per Salvini e Di MAio)  la bibbia della politica italiana.
  6. Ad onor di cronaca, le manine in ‘zona cesarini’, ci sono sempre state nelle manovre fiscali del passato, e purtroppo non c’e da stupirsi. Da 25 anni a questa parte, anzi, era  diventata quasi la regola. Ma anche nella prima repubblica, di  cui questa seconda è solo una mortificante continuazione, andava così. Di manina furtiva in manina furtiva, appunto. Però , in passato, almeno Renzi ci aveva messo la faccia. In questo caso nessuno pare voglia mettercela.
  7. Da un punto di vista ideologico non si sa. perchè parliamo di un partito di estrema destra e di un altro che, orgoglioso,  si è sempre dichiarato nè di destra nè di sinistra,  ma appare evidente che quest’alleanza politicamente contro-natura stia mostrando crepe preoccupanti. Al di là delle parole di circostanza è chiaro che i due alleati di governo non si sopportino già più. I 5stelle soffrono il decisionismo della lega ( disastroso agli occhi di molti) e  Salvini, dal canto suo,  potrebbe strizzare nuovamente l’occhio a Berlusconi, dopo aver ramazzato in questi mesi  tutti i voti della Meloni e partendo , ora sì ,  da una posizione di forza con l’ex cavaliere.
  8. E’ un governo che dovrebbe durare cinque anni, a sentire i due protagonisti. Mai dichiarazione è stata presa così poco sul serio . Anche perchè di questo passo Lega e 5 stelle, nel 2023,  scenderebbero al cinque per cento. Il vero obiettivo, come tutti sanno, è quello di arrivare alle europee di primavera. Ma è un traguardo che, dopo l’ennesima frittata, difficilmente sarà raggiunto. A naso, dopo la manovra, ci sarà una crisi di governo e, ahinoi,  entro fine anno si rischia di tornare alle urne.
  9. Se, oltre la faccia,  non vogliono perdere ulteriori consensi, lega e 5 stelle a questo punto ìl condono fiscale lo devono varare, costi quel che costi. Anzi, lo chiamassero con il suo vero nome: un condono tombale semplificato senza lacci e distinguo,  per le cartelle complessive fino a 100 mila euro, che poi era il vero obiettivo della cosiddetta pace fiscale. Nata proprio per permettere agli italiani non ricchi,   messi in difficoltà da una crisi economica avviata dal governo Berlusconi- Lega del 2008 e di cui non si vede  ancora la fine, di ripartire, di tornare a sperare e  respirare. Cosi almeno ‘ aveva detto Salvini. Il quale,  grazie a quella frase, più che con la flat tax o la riforma della Fornero, aveva portato a casa un clamoroso 17 per cento di preferenze. Nessuno insomma aveva parlato di inserire nel condono tombale riciclatori, grandi evasori , scudi fiscali, furbi, ricchi con il mal di pancia quando sentono la parola tasse. Eccetera eccetera eccetera. Salvini non è dello stesso avviso. Lo dice al Corriere della sera: “Il dl fiscale resta cosi, nessun nuovo incontro, con i 5stelle  per discutere modifiche. Domenica ho il derby”. Già, il derby: vuoi mettere tra assistere a milaninter  e cambiare alcuni punti del condono?
  10. Che a Noi Italiani, Dio ce la mandi buona. E intanto ridateci statisti veri  come Moro e Berlinguer. Grazie