CARO ON. OCCHETTO IL SUO VITALIZIO E LA NOSTRA POVERTA’

 

 

 

DI CLAUDIA PEPE

Achille Occhetto è un politico italiano. È stato l’ultimo segretario del Partito Comunista Italiano (dal 1988) e il primo segretario del Partito Democratico della Sinistra (fino al 1994); è stato cofondatore e vicepresidente del Partito del Socialismo Europeo nel 1990, deputato e presidente della Commissione Affari esteri della Camera (dal 1996 al 2001); membro del Consiglio d’Europa dal 2002 al 2006. Occhetto è stato intervistato dal giornale Libero e difende i suoi 5860 euro che riceve mensilmente da quando, nel 2006, ha lasciato il Parlamento.

“Sono pronto a restituirli, ma – specifica Occhetto – vi assumete voi la responsabilità del fatto che finirei in povertà. Con questo mantengo anche i miei due figli che sono disoccupati, perché non ho mai approfittato del mio ruolo per trovare loro un posto”.   Occhetto dice che il vitalizio permetteva ai parlamentari di non rubare, e arricchirsi. E i 48,9 milioni di euro della Lega non sono una rapina?, e tutti i soldi manovrati dalle banche non sono rapine? Potrei fare una lista molto lunga.  Io mi chiedo da umile insegnante cosa dovrei fare con poco più di 1000 euro di stipendio, senza rubare a mantenere un figlio, pagare il mutuo, le bollette, fare la spesa e rimanere dignitosa. Ma l’onorevole Occhetto ci dice che quei soldi gli servono per vivere e mantenere i suoi familiari. Direi che li mantiene molto bene con 5860 di euro. Sicuramente in tutti questi anni di politica, non penso che non abbia avuto solo quelli per vivere. Infatti sempre Libero ci informa che sua moglie, una giornalista affermata, percepisce un vitalizio di 3791 euro al mese. Ora alla luce di una mensilità di 9.651 euro al mese le sue parole che ci chiedono se siamo contenti che debba morire così in povertà, a noi italiani, non provocano dolore. La vedo già in fila alla Caritas per mangiare, a tendere la mano per raccattare monetine, e a dormire riparato da cartoni e coperte puzzolenti. Occhetto continua: “In una famiglia ci sono tante spese e tante situazioni che non potete conoscere. Per cosa volete mettermi alla gogna? È tutto secondo la legge” ma poi precisa: “Se si decide di togliere il vitalizio, sia io, sia mia moglie ci confermeremo a questa decisione”. Caro Onorevole Occhetto, non so se lei si rende conto in che condizioni è l’Italia, in che condizioni vivono le famiglie che lavorano dalla mattina alla sera, lasciando chi i figli al doposcuola, oppure soli in casa a gestire un silenzio di cui si sono abituati fin da piccoli. Quante famiglie hanno dovuto vendere le proprie case, i gioielli, i loro ricordi per poter sopravvivere. Quanti ragazzi preparatissimi, non avranno futuro, pensione, l’illusione di una sicurezza. Quante donne per aiutare la famiglia incominciamo a lavorare alle 5 di mattina e finiscono a mezzanotte per organizzare colazioni, pranzi e cene per il giorno dopo. Io non discuto su quello che Lei percepisce, non discuto è giusto. Ma Lei, dovrebbe avere il ritegno di non farci ammalare di rabbia. Con quasi 10.000 euro al mese io festeggerei ogni giorno, e non penso di aver lavorato meno di Lei. Come tutti gli italiani, abbiamo costituito l’Italia, l’abbiamo costruita, mentre voi la demolivate, abbiamo ricostruito dove voi andavate a picconare, abbiamo subito mentre dovevamo alzare la testa. Caro Onorevole Occhetto, è una semplicissima insegnante che le scrive e le posso dire che la sua responsabilità non è stata certo minore della mia. Noi insegnanti formiamo cittadini che un giorno andranno a votare, a votare una classe politica che non esiste più.  È una deriva di un passaggio fatto personaggi che certo non avevano nel cuore le nostre condizioni. La scuola è stata spappolata, le piccole imprese massacrate, i lavoratori di una media età falciati dalla crisi che non si è mai voluta arginare. Lei è stato un testimone della nostra Storia, e non può voltare la faccia quando ci sono persone che per vivere percepiscono 500 euro, persone che si impiccano perché non hanno i soldi per pagare i propri dipendenti, donne che non hanno più il tempo per specchiarsi per non piangere davanti alla loro sofferenza. Io la rispetto e mai vorrei offenderla, ma le chiedo in ginocchio di non rilasciare più interviste, di non dire che cadrà in povertà con 10.000 euro al mese e che i suoi figli potranno soffrire. Prima di parlare pensi alla catastrofe che si sta abbattendo sull’Italia, grazie a politiche sbagliate professate nel suo passato. Ricordi Berlinguer che diceva:” Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno “. Agiamo insieme per la salvezza del nostro Paese, e non lamentiamoci se con 10.000 euro cadremo in povertà.

Non lo dica a noi, Onorevole Occhetto, lo dica guardandosi allo specchio.