FESTA DEL CINEMA DI ROMA: LA BLANCHETT STREGA E UN HORROR STORICO

DI DARIA FALCONI

Si è conclusa ieri la seconda giornata della Festa del Cinema di Roma tra case infestate, ragazze dagli occhi privi di speranza e il ritorno di un killer senza tempo.
Alle ore 17:30 del pomeriggio c’è stato il primo degli incontri ravvicinati ed è stato con la straordinaria Cate Blanchett, vincitrice di due premi Oscar per The Aviator (Scorsese, 2004) e Blu Jasmine (Allen, 2013), che ha regalato agli ospiti presenti un racconto personale sulla sua vita ricca di gioie e fallimenti. Subito dopo è stato il momento tanto atteso del red carpet per i numerosi ad aspettare fuori in queste calde giornate di ottobre: tra loro si aggirava un truccatissimo sosia di Donald Trump con tanto di parrucca biondo cenere e un mappamondo gonfiabile. In serata è stato presentato dall’attrice in un favoloso abito nero e dal rosso cangiante e dal produttore esecutivo il nuovo film di Eli Roth The house with a clock in its walls- Il mistero della casa del tempo, una commedia fantasy dove in compagnia del simpaticissimo Jack Black veste i panni di una strega sempre in viola con grandi poteri e un cuore dolce. A seguire è stato il momento di Il vizio della speranza, primo film italiano della selezione ufficiale del regista Edoardo De Angelis, film dai toni onirici e metaforici da non mancare. E in seconda serata è arrivato in occasione del suo quarantesimo anniversario, il capitolo finale della saga horror più famosa di tutti i tempi: Halloween. Il primo Halloween- La notte delle streghe uscì nel 1978 per mano di John Carpenter (che in questo caso ha affiancato il nuovo regista). Divenne subito cult del genere grazie all’iconica maschera indossata da Michael Myers (l’assassino inarrestabile interpretato da Nick Castle) lanciando per la prima volta sul grande schermo la giovanissima Jamie Lee Curtis (figlia dell’allora più famoso Tony); e così David Gordon Green riunisce il cast un’ultima volta con la Curtis dai lunghi capelli grigi per questo sequel forse non necessario ma che avrà senz’altro avvicinato la nuova generazione immemore in previsione della notte più terrificante dell’anno alle porte.