IL LIBRO TESTAMENTO DI STEPHEN HAWKING

DI ELENA PINTORE

A distanza di 7 mesi dalla scomparsa del noto cosmologo e fisico-matematico Stephen Hawking, è stato pubblicato in contemporanea in diversi Paesi il suo libro testamento «Le mie risposte alle grandi domande» edito in Italia da Rizzoli.

Da sempre, le persone cercano delle risposte alle grandi domande. Da dove veniamo? Come è nato l’universo? Qual è il disegno, il significato profondo che sta dietro a ogni cosa? C’è qualcuno lassù? I racconti della creazione tramandati nel passato, che oggi sembrano meno attendibili, sono stati sostituiti da una varietà di credenze — che potremmo solo definire «superstizioni» — che spaziano dalla New Age a Star Trek. La scienza, però, può risultare anche più strana della fantascienza, e molto più soddisfacente. Io sono uno scienziato con un profondo interesse per la fisica, la cosmologia, l’universo e il futuro dell’umanità. I miei genitori mi hanno insegnato a coltivare un’insaziabile curiosità e a provare a rispondere, come mio padre, alle molte domande che la scienza ci pone. Ho trascorso la vita intera viaggiando nel cosmo, senza mai uscire dalla mia mente. Attraverso la fisica teorica, ho cercato le risposte ad alcune delle grandi domande. A un certo punto, ho pensato che avrei assistito alla fine della fisica come la conosciamo, oggi, invece, ritengo che anche dopo che me ne sarò andato gli uomini continueranno per molto tempo a godere della meraviglia delle scoperte scientifiche. Siamo vicini ad alcune di queste risposte, ma non ci siamo ancora arrivati.”

Il testo, è oggetto di grande interesse perché destinato non solo agli addetti ai lavori del mondo scientifico e agli studiosi del mondo accademico, ma a tutti indistintamente, poiché il suo sia un messaggio, forse una speranza, un avvertimento per il futuro.

L’approccio con cui il lettore si accosta alla lettura, dipende strettamente dalla sensibilità individuale e da quel messaggio che ti genera dentro.

Il problema è che molti credono che la scienza sia troppo complicata, e fuori dalla loro portata. Io non lo penso affatto. Per condurre una ricerca sulle leggi fondamentali che governano l’universo è di certo necessario un dispendio di tempo, che la maggior parte della gente non può permettersi: se tutti ci dedicassimo alla fisica teorica, nel giro di poco il mondo si fermerebbe. Tuttavia, quasi tutti sono in grado di comprendere e apprezzare le nozioni di base se vengono spiegate loro in modo chiaro e senza equazioni, cosa che ritengo possibile e che talvolta mi sono dilettato a fare.”

Il grande studioso inglese, la cui vita è stata accompagnata da gravissimi problemi fisici, da una ferrea volontà, da un’instancabile curiosità non smette di dare risposte.

Destinato a morte certa secondo i medici che gli diagnosticarono una sclerosi laterale amiotrofica oltre 50 anni or sono, non si è arreso di fronte alla condanna della sua condizione, in contrasto a ciò che per molti avrebbe comportato un insormontabile svantaggio, ha dedicato la sua vita allo studio, all’elaborazione di teorie sul cosmo, sulla fisica, sulla matematica e sull’astrofisica.

Nel futuro gli esseri umani saranno superati da una «razza di superumani» geneticamente modificati che si migliorano da soli, senza aspettare il lavoro della natura.

Il problema è che molti credono che la scienza sia troppo complicata, e fuori dalla loro portata. Io non lo penso affatto. Per condurre una ricerca sulle leggi fondamentali che governano l’universo è di certo necessario un dispendio di tempo, che la maggior parte della gente non può permettersi: se tutti ci dedicassimo alla fisica teorica, nel giro di poco il mondo si fermerebbe. Tuttavia, quasi tutti sono in grado di comprendere e apprezzare le nozioni di base se vengono spiegate loro in modo chiaro e senza equazioni, cosa che ritengo possibile e che talvolta mi sono dilettato a fare.

Ho vissuto l’epoca più memorabile per la ricerca nella fisica teorica. Negli ultimi cinquant’anni, il nostro quadro dell’universo è cambiato moltissimo, e sarò felice se avrò dato anch’io un contributo a questa trasformazione. Una delle grandi rivelazioni portate dall’era spaziale è la nuova prospettiva sotto cui l’umanità ha imparato a guardare se stessa: quando osserviamo la Terra dallo spazio, ci vediamo come un tutt’uno. Percepiamo l’unità, non le divisioni. È un’immagine che, nella sua grande semplicità, trasmette un messaggio molto forte: un unico pianeta, una sola razza umana.”

Come i grandi geni che l’hanno preceduto, il suo congedo dal mondo rispecchia il suo trascorso, il pensiero che l’ha caratterizzato in vita: un’illuminazione, una ispirazione, un monito e perché no, una visione sul futuro.

Da sempre, le persone cercano delle risposte alle grandi domande. Da dove veniamo? Come è nato l’universo? Qual è il disegno, il significato profondo che sta dietro a ogni cosa? C’è qualcuno lassù? I racconti della creazione tramandati nel passato, che oggi sembrano meno attendibili, sono stati sostituiti da una varietà di credenze — che potremmo solo definire «superstizioni» — che spaziano dalla New Age a Star Trek. La scienza, però, può risultare anche più strana della fantascienza, e molto più soddisfacente. Io sono uno scienziato con un profondo interesse per la fisica, la cosmologia, l’universo e il futuro dell’umanità. I miei genitori mi hanno insegnato a coltivare un’insaziabile curiosità e a provare a rispondere, come mio padre, alle molte domande che la scienza ci pone. Ho trascorso la vita intera viaggiando nel cosmo, senza mai uscire dalla mia mente. Attraverso la fisica teorica, ho cercato le risposte ad alcune delle grandi domande. A un certo punto, ho pensato che avrei assistito alla fine della fisica come la conosciamo, oggi, invece, ritengo che anche dopo che me ne sarò andato gli uomini continueranno per molto tempo a godere della meraviglia delle scoperte scientifiche. Siamo vicini ad alcune di queste risposte, ma non ci siamo ancora arrivati.”

Il professor Hawking non è stato solo un genio, uno scienziato, un matematico o un fisico, nel suo libro c’è la voce di Stephen e del suo monito alla comunità mondiale.

La sua parola continua a riecheggiare.

Voglio aggiungere la mia voce a quelle di coloro che chiedono un intervento immediato sulle sfide chiave della nostra comunità globale. Spero che in futuro, anche quando non sarò più qui, le persone che governano il mondo siano in grado di mostrare creatività, coraggio e leadership.

Mi auguro che si dimostrino all’altezza della sfida posta dagli obiettivi di uno sviluppo sostenibile, e che agiscano non per il loro interesse personale ma per il bene comune. Sono del tutto consapevole della preziosità del tempo. Cogliete l’attimo.

Agite ora.”

 

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