MONDIALI VOLLEY: ITALIA A TESTA ALTISSIMA, MA LA SERBIA E’ CAMPIONE DEL MONDO

 Di VANNI PUZZOLO

 

Le azzurre giocano una grande gara, vincono il primo e il terzo set, portano le formidabili serbe al tiè-break, ma devono cedere (15-12) alle schiacciate delle formidabili e insuperabili Boskovic e Mihajlovic.

Si infrange a Yokohama sul più bello il sogno azzurro che si devono arrendere (3-2) alla Serbia e accontentare di un onorevolissimo argento.

Il coach Mazzanti, dopo la semifinale, lo aveva detto alle sue ragazze: svegliatevi, perché il sogno non deve finire, “ noi siamo l’Italia”,, ecco il sogno è finito ed è svanita la speranza di una vittoria impensabile e clamorosa alla vigilia, ma le ragazze ci hanno fatto emozionare, esultare, soffrire e gioire, hanno rappresentato più che degnamente la nostra Italia, e l’oro non è arrivato solo perché, va ammesso, le avversarie oggi, erano veramente forti, anzi fortissime.

Non è bastata un’ottima prova di tutto il sestetto azzurro, con la Egonu sempre formidabile nelle schiacciate, ma anche con la Sylla e la Bosetti superlative, ma brave anche tutte le altre, che si sono battute al limite delle loro possibilità: difficile fare di più.

Il macht

Vinto facilmente il primo set, sfruttando il secondo dei cinque set-point disponibili.
Perso nettamente il secondo set con ben 15 punti di distacco.
Terzo set sempre in equilibrio ma il doppio vantaggio azzurro rimane e ci pensa Paola Egonu a schiacciare per il secondo set-point disponibile.

Serviva vincere uno dei due set rimasti, per diventare campionesse del mondo, ma il ritorno delle Serbe è stato imperioso, sempre sotto nel quarto set, di sei punti, li recuperiamo, ma torniamo sotto ancora di sei, concediamo 5 set-point: alla Serbia basta sfruttare il secondo e si va al tiè- break.

Partiamo forte, poi equilibrio assoluto, 12-11, poi 13-11, 14-12 poi dei due macht-point disponibili alla serbia basta il primo per diventare campionesse del mondo.

Non riesce quindi l’impresa all’Italia dopo 16 anni dall’ultimo titolo mondiale del 2002, resta però un grande argento che, per l’impresa fatta, vale comunque tanto, anzi tantissimo.

Sicuramente il “ grazie ragazze” di tutta l’Italia sportiva.