BUSSETTI: “C’E’ BISOGNO DI INSEGNANTI GIOVANI E PREPARATI”

DI CHIARA FARIGU

D’accordo con lei, caro ministro. C’è bisogno di nuova linfa, di energie fresche, di innovazione. C’è bisogno di cambiamento, di aria nuova, di una spinta propulsiva che rimetta la scuola al posto che le compete, dopo il degrado di questi ultimi decenni. Un cambiamento che solo insegnanti giovani preparati e motivati sotto ogni aspetto (soprattutto economico) possono garantire per “affrontare le nuove sfide educative”come le chiama lei. Sostiene di voler rimettere ordine nel sistema di reclutamento bandendo nuovi concorsi per giovani laureati. Non so se ne avrà il tempo, vista l’aria di tempesta che soffia sul governo del quale fa parte, ma glielo auguriamo.
Al momento però, caro ministro, tra il dire e il fare, che glielo dico a fà, c’è di mezzo la fornero, quella dalla lacrimuccia facile che muovendo l’indice a destra e a sinistra dice che ‘non s’ha da fare’. Perché è l’Europa che ce lo chiede e l’Italia non se lo può permettere. E così continuiamo a tenere in cattedra la classe docente più vecchia d’Europa e, come se non bastasse, anche la meno remunerata e considerata socialmente pari a zero. Quella che non ce la fa più e ogni tanto sclera e finisce sulle pagine dei giornali. Anche se ultimamente sono più le volte che le prende e deve fare pure buon viso a cattivo gioco. Ma questa è un’altra storia. E, per dirla tutta, pure molto brutta.
Adesso è il suo turno però. Un ritocchino qua e là alla famigerata #buonascuola (troppo azzardato, vero, mandarla al macero), piccole timide timidissime modifiche a costo zero, dichiarazioni d’intenti per un prossimo futuro. Sempre se fattibili, naturalmente. Come questa di un ricambio generazionale. Per rinnovare un’istituzione che puzza di stantio. Come le promesse che non si sanno mantenere.
Fusse che fusse che per “affrontare le nuove sfide di cambiamento” c’è bisogno di linfa giovane pure al Miur?

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