AIUTO: C’E’ UN RAZZISTA A BORDO

DI CLAUDIA PEPE

Leggo una notizia sul Huffington Post Italy: decine di persone si sono indignate per un video girato nel fine settimana su un volo Ryanar e divenuto virale. Un video che mostra un aspro confronto razzista tra un uomo bianco e una donna di colore. Ma cosa è successo?
Un signore che si chiama David Lawrence, ha filmato tutto quello che è accaduto giovedì prima della partenza del volo Ryanair FR9015 da Barcellona, all’aeroporto di Stansted a Londra. E cosa è avvenuto? È accaduto che un uomo “bianco” si è messo a gridare perché una donna di colore si è seduta vicino a lui. Una donna di colore ormai è diventata una specie di virus che può attaccare malattie, patologie e morbi. Ma soprattutto l’odore e la differenza discriminatoria che si sta sviluppando. Squarciando ogni argine di etica, di umanità e di fratellanza. Siamo arrivati al punto, della divisione: di chi sta dalla parte della ragione e del torto, di chi mette cartelli per cui omosessuali, persone di colore, meridionali, disabili e rom, sono esclusi dalla vita. Dal mondo, dalla vita. Morti anche se vivi.
Ritorniamo ai fatti: il signore bianco in areo, urla come se avesse visto un incubo, una persona che potesse togliergli l’anima. Una persona evidentemente che non conosce amore, colori, che non ama l’universo, l’anima, la consapevolezza di una coscienza, la cultura in cui nostri passi hanno tracciato umanità, solidarietà e speranza.
L’uomo le ha detto: “Brutta bastarda nera”, “Non parlarmi in una lingua straniera, stupida brutta vacca”. Giuro che ora sto piangendo perché non ci accorgiamo del vento che ci accarezza i capelli, non ricordiamo i ricordi sbiaditi dal tempo, delle notti in cui correvamo felici e giovani a suonare campanelli a caso e correre via con un sorriso che il tempo ha stampato nella nostra memoria. Stiamo vivendo l’inverno della nostra vita, l’autunno di Ungaretti. Ci stanno rubando l’amore, il sorriso, la speranza, quell’abbraccio che sapeva di baci furtivi, di emozioni nate dallo sfiorarsi. Le carezze date di nascosto, di piedi che si incontravano sotto il tavolo, di sguardi furtivi che ti riempivano la notte di stelle e di sogni.
“Se non vai a sederti in un altro posto, ti ci metto io”. Ha detto il Signore sull’aereo. Alla fine la donna ha chiesto di potersi sedere vicino alla figlia.”
E io voglio essere quella donna, voglio ritrovarmi nel suo coraggio, perché nulla finisce se ci credi veramente, se si è parte di un pezzetto di questo folle mondo.
Robin Kiely, responsabile delle comunicazioni della compagnia aerea, si è rifiutata di commentare ulteriormente visto che, come si legge in una nota: “Avendo riportato l’accaduto alla polizia, è diventato competenza delle forze dell’ordine”. Lo staff di volo è stato apertamente criticato per quanto successo. Soprattutto perché, invece di cacciare l’uomo dall’aereo, ha fatto in modo che la donna cambiasse posto. (Fonte Huffington Post)
Mi chiedo dove stiamo andando, dove troveremo ancora giardini per stendere i nostri plaid con una birra in mano a contare le stelle, guardare la più luminosa, imbracciare una chitarra e cantare a squarciagola “Alba chiara”, voltandoci a brindare con la luna