MIMMO LUCANO: SEMPLICEMENTE UN EROE MODERNO

DI LUCIO GIORDANO

Come la vogliamo chiamare? Una lezione sulla bellezza del mondo, un elogio della dolcezza e della genuinità, un atto di fede verso l’umanità e la solidarietà nei confronti del prossimo? Scegliete voi. Ma una cosa è certa: come era prevedibile, l’ospitata di ieri del sindaco di Riace Mimmo Lucano da Fabio Fazio a Che tempo che fa, è stata una marcia trionfale dell’amore e dell’umiltà di un uomo buono, gentile, delicato. Antico. Di altri tempi. E però con un’idea moderna, rivoluzionaria.
Bastava vedere i suoi occhi per capire che Mimmo Lucano non ha niente da nascondere, non ha niente del truffatore. Nel suo imbarazzato sguardo  davanti le telecamere, non c’era  malizia, ma la semplicità dei giusti. Certo, il suo goffo tentativo di comunicare con i tempi televisivi è stato un disastro. Ma del resto, il sindaco di Riace  non ha niente a che vedere con l’arroganza dei tanti tribuni che stanno infestando la politica italiana in questi anni.  Scaltri davanti alla platea, vuoti nelle argomentazioni. No, davvero niente di tutto questo. Mimmo Lucano, al contrario,  si è presentato al pubblico con la sua normalità disarmante. Vincente. E con i suoi toni pacati, con la sua voce timida ma ferma, ha ammaliato tutti. Un soffio di poesia nel mare della brutalità e dell’indifferenza di questo mondo sbagliato.
Lucano è uno che il suo modello Riace, venti anni fa,  lo ha creato per caso insieme con dei volontari, solo per sete di umanità, amore per il prossimo,  appassionato desiderio di giustizia e  solidarietà.  Certo, quel birbone di Lucano, secondo alcuni, ora  avrebbe infranto la legge. Ma  ha detto bene  il sindaco di Riace : ” La legge la rispetto e anche il matrimonio di cui mi accusano è stato regolare, tra due persone che si conoscevano,. Io mi sono limitato a seguire la norma. Ma quando si vede qualcuno che muore è impossibile rimanere indifferenti, non si può stare fermi perchè ‘lo dice la legge’. Anche le leggi naziste erano la legalità ma  rispettarle è stato un dramma per l’umanità”.

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Il resto del suo pensiero è accoglienza dolce, come il suo sguardo . Il resto è la vivacità di una  immigrazione allegra, colorata, giovane che ha ripopolato un paese abbandonato da Dio e dagli uomini. Il resto  sono le case messe  generosamente a disposizione dagli abitanti del posto . Il resto è vita. Quella vera. No, nessuno può rimanere indifferente alle richieste di aiuto, e anche in questo ha ragione Lucano. Solo così si può ricostruire un mondo bello, giusto, pieno di armonia. E di amore. Lui, che si richiama all’articolo dieci della Costituzione, dimostra con le sue parole spontanee   che si può percorrere un’altra strada. Magari più complicata ma dai frutti dolci e abbondanti.  Dice: “Alla parola migrazione si associano spesso problemi e si costruisce una propaganda elettorale su questo. Ma non è così “. 
Già, la propaganda elettorale, spesso bieca: che si nutre di paure,  che indica i migranti come esseri brutti e cattivi. Ingombranti. Mentre invece qualsiasi persona,  prima di commentare,  dovrebbe sgombrare il campo dai pregiudizi.  Basta accogliere, amare, dare una mano, per vivere una vita degna.  Il resto,  verrà da sè.  Lui ne è convinto e per questo vorrebbe risolvere il prima possibile la sua spinosa posizione con la giustizia e tornare dall’esilio in cui il Ministro dell’Interno l’ha costretto con calcolato cinismo. 
In fondo è  l’augurio che tutti noi spettatori commossi facciamo al sindaco di Riace, a questo piccolo grande eroe moderno che non vuole arrendersi ad un pianeta popolato da noiosi cattivisti del cazzo. E noi  persone perbene, con lui. Chiunque abbia un cuore, ieri ha capito che con uomini così,  un altro mondo   è possibile. Anzi, è indispensabile. Perchè , per dirla con Lucano, non è giusto  che debba prevalere la società della barbarie, dell’odio. E del menefreghismo. No, non è affatto giusto. E’ quello che tutti noi abbiamo pensato, riponendo nel taschino i fazzoletti gonfi di lacrime. Grazie Mimmo Lucano. Grazie, irrinunciabile patrimonio dell’umanità.