IN ITALIA CRESCE IL RAZZISMO, ED E’ QUASI UN VANTO

DI MONICA TRIGLIA

Paola Crestani è la presidente del Ciai, Centro italiano aiuti all’infanzia (ente del terzo settore autorizzato per le adozioni internazionali), che ha sede a Milano. Paola è una donna forte e gentile che commenta così quanto sta accadendo in Italia: «Pare che ormai le persone si sentano autorizzate a pronunciare insulti razzisti, che non si vergogni più nessuno. Una volta il razzismo era giudicato negativamente da tutti, adesso sembra quasi che qualcuno se ne faccia un vanto». La sua riflessione coinvolge anche l’episodio accaduto alla figlia Shanthi (nella foto qui sopra), 23 anni, di origini indiane, apostrofata come “nera” da una donna italiana a bordo di un treno Frecciarossa.

Ultimo di una ormai lunghissima serie di casi inquietanti che hanno il sapore del bollettino di guerra.

Qualche esempio.

L’aggressione a Mame Serigne Gueye, 28 anni e origini senegalesi, preso a calci a pugni da un gruppo di ragazzi mentre stava andando al panificio di Morbegno (Sondrio) dove lavora.

La storia di Jerry, immigrato ghanese di 29 anni massacrato di botte mentre si trovava a bordo di un autobus a Castel Volturno, Caserta, e ora costretto su una sedia a rotelle.

Ancora, lo studente indiano laureando a Trento in ingegneria meccatronica, colpito a calci nella residenza dove abita.
E altri episodi senza violenza fisica ma tremendi comunque.

La cliente del supermercato di Varese che si rifiuta di far passare la sua spesa alla cassa dove lavora Emanuel, 28 anni, nordafricano da 10 anni in Italia, che si sente apostrofare così: «Non voglio essere servita da un negro».

E Mamadou, 25 anni, origini senegalesi, a Bolzano da 15 anni, che sale sul Flixbus che collega Trento a Roma. Ha il biglietto, si siede al suo posto ma una donna italiana lo insulta: «Qui no, vai via, in fondo, sei di un altro colore e di un’altra religione».

Un episodio analogo a quello successo a Shanthi che la sua mamma, Paola Crestani, ha raccontato in un post su Facebook che ha raccolto oltre 90 mila like, 14 mila commenti e 22 mila condivisioni.

«La dolcissima ragazza nella foto è mia figlia. Ieri pomeriggio l’ho accompagnata in Stazione Centrale a Milano e ha preso il Frecciarossa in direzione Trieste. Poco dopo mi manda questo messaggio: “Mi sono seduta e la signora vicino a me mi fa: ma lei è in questo posto? E io, sì signora… E lei, posso vedere il biglietto? Gliel’ho fatto vedere e mi fa ah beh io non voglio stare vicino a una negra e si è spostata… Assurdo”. L’ho subito chiamata e mi ha raccontato che un ragazzo che aveva assistito alla scena ha preso le sue difese dicendo alla donna di vergognarsi. Dubito che lei lo abbia fatto ma se ne è andata. Come dovrebbero fare tutti i razzisti: andarsene! Perché, che ne siano consapevoli o no, il mondo di oggi e del futuro è questo: un insieme di persone di tutti i colori, di diverse lingue, di culture differenti. Non solo nelle strade, negli autobus, nei treni o negli aerei ma anche nel business, nella finanza, nella moda, nelle università, nello sport. Quindi, razzisti, che vi piaccia o no, avete già perso!».

Davvero i razzisti hanno perso? Perché l’impressione è diversa.

«E’ grave che la gente non si vergogni più» risponde. «E’ un cambiamento di clima incredibile che io registro e che ferisce tutti noi. Forse dovremmo fare qualche cosa perché questo non succeda più».

Il primo passo di questo qualcosa è nel commento rilasciato da Shanthi al quotidiano la Repubblica: «L’Italia di oggi mi preoccupa un po’ perché sta prendendo una brutta direzione. Spero che diventeremo presto un Paese migliore, ma dati i casi di cronaca dentro di me rimane qualche dubbio. Siamo noi ragazzi che dobbiamo reagire perché siamo il futuro».