GIORNALISTI: E’ MORTA ELISABETTA BONUCCI PRIMA DONNA CAPOSERVIZIO DI UN QUOTIDIANO ITALIANO

DI SILVIA GARAMBOIS

Una notizia che ti arriva addosso dall’Ansa, quando ti riguarda, è anche più dura. E la morte di Lilli Bonucci mi riguarda. Lilli, che ho sempre considerato la mia vera capa, lei che era a capo della “varia”, che significava soprattutto cronaca nera e cronache nazionali e che mi faceva scrivere i pezzi “io c’ero” – una volta una bomba (inesplosa) sul treno – quelli che contravvenivano tutte le regole del giornalismo e mi insegnava che non c’è mai un solo modo di scrittura. Lilli, a cui penso, anche dopo tanti anni, e che mi affrontava sulla porta della tipografia – solo io e lei in un giornale dove non si era mai soli – per dirmi: hai deciso di smettere questo mestiere. “Ma no, perché? No” E indicava la mia pancia, la maternità incipiente. Una fucilata, per dire di non mollare. Perché certo che si poteva fare la mamma e la giornalista, come lei, con i suoi due ragazzi a casa e un servizio dei più bollenti da guidare, con giornalisti del calibro di Gambescia, Settimelli, Sappino, Miserendino, Criscuoli ma anche i più incontenibili e irriverenti, un covo di maschilisti dalla battuta pronta … Lilli, a cui volevo e voglio bene, anche se non ho più saputo nulla di te. che non sei sui social, che non hai neanche il telefono cellulare.

Giornalisti: e’ morta Elisabetta Bonucci dell’Unita’

Fu la prima donna caposervizio in un quotidiano italiano (ANSA) – ROMA, 23 OTT – E’ morta Elisabetta Bonucci, giornalista dell’Unita’. Nata a Roma nel 1937, fin da ragazza era stata iscritta al Pci. Negli anni Sessanta, Lilli – cosi’ la chiamavano in tanti – comincio’ a lavorare nel giornale del partito, nella redazione degli interni, diventando ben presto inviato. Nel 1971 sarebbe stata nominata caposervizio: fu la prima donna italiana a ricoprire questo ruolo in un quotidiano. A meta’ degli anni Ottanta lascio’ il giornale per passare agli Editori Riuniti, dove avrebbe diretto con Tullio De Mauro la collana dei Libri di Base. Negli ultimi mesi di vita era stata colpita da una dura malattia che l’aveva indebolita molto, costringendola a un lungo ricovero al Policlinico Umberto I di Roma, dove se n’e’ andata senza soffrire e senza mai perdere il suo spirito combattivo, la sua passione per la vita e la cultura e il suo amore per i figli, Francesco e Piero Zardo, le loro compagne Lucrezia e Francesca, le nipotine, Emilia, Stella, Anna. Le esequie si svolgeranno in forma riservata. (ANSA). YGF-MAJ 23-OTT-18 19:58 NNNN

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