LA VERITÀ SU DESIRÉE, DROGATA E STUPRATA DAL BRANCO

DI CLAUDIA SABA

Roma, via dei Lucani, a due passi dall’università La Sapienza.
È qui che Desirée Mariottini, una ragazza di 16 anni, è stata ritrovata.
Drogata, stuprata, uccisa.
Gettata via come un rifiuto in uno dei tanti edifici abbandonati.
Fuori, muri alti coperti da murales, dentro, edifici abbandonati occupati da senza tetto e senza fissa dimora, da immigrati e persone in difficoltà.
Di notte, qui si spaccia.
Si compra e si vende droga, morte.
Un vero e proprio ghetto, all’interno di un quartiere storico di Roma, come quello di San Lorenzo.
Desirée era arrivata venerdì per trascorrere la serata con alcuni amici.
Ma da quella sera i genitori non l’hanno più vista.
Quando la polizia ha trovato il suo corpo sembrava un’altra delle tante vittime della droga ma i primi risultati dell’autopsia raccontano ben altro.
Raccontano la violenza del branco, l’abuso dopo averla costretta a drogarsi.
Non è ancora chiaro cosa esattamente abbia provocato la sua morte.
Il corpo, dopo essere stato martorizzato, è stato rivestito in fretta per cercare di nascondere la crudele aggressione. “Erano sei o sette”, racconta un ragazzo senegalese arrivato sul posto dopo la mezzanotte.
Alla polizia ha detto che Desirée è stata drogata e violentata e che quando lui l’ha vista era già moribonda o forse addirittura morta.
Ha detto di averla trovata sdraiata a terra nascosta da una coperta.
Vicino a lei, una ragazza dall’accento romano urlava spaventata.
Desirée, capelli lunghi, lisci, ancora con l’apparecchio ai denti.
16 anni, il viso sottile, pulito e due occhi fragili, come tutte le adolescenti che pensano, però, di essere già grandi.
Venerdì sera, davanti allo specchio, si era pettinata con cura i capelli. Si era vestita e aveva lasciato la sua camera in pieno caos. Non c’era tempo di mettere a posto i vestiti, avrebbe fatto tardi e così li ha posati sul letto per raggiungere in fretta alcuni amici a Roma.
Desirée assomiglia alle nostre figlie, trasformate a volte in veri cicloni a cui non sappiamo tener testa.
Non sappiamo se gridare o lasciar perdere nonostante il disordine che lasciano dentro e fuori di noi.
Anche Desirée avrà rassicurato la mamma con la magica frase: “quando torno metto tutto a posto”.
Ma Desirée da quella sera, non è più tornata.
Ha trovato mostri ad aspettarla al posto degli amici, ha incontrato l’imprevedibile, il male, l’orrore della violenza e poi la morte che l’ha inghiottita in una notte più nera delle altre.
“È stata drogata perché aveva 16 anni” ha raccontato il testimone.
Sedici anni, l’età dei ragazzi appena sbocciati, pieni di fiducia verso il mondo.
Ma il mondo non sempre è come lo immaginiamo.
A volte dietro gli amici, dietro i sorrisi accattivanti della gente che incontriamo, si nasconde il male. E quando ci accorgiamo che è un inganno, è ormai troppo tardi.
È stato troppo tardi anche per Desirée come lo è stato per tante ragazze vittime della droga e di persone senza scrupoli.
Vittime anche di uno stato che spesso obbliga, chiede doveri ma non protegge abbastanza.
Il racconto del giovane è ora al vaglio dei magistrati della Procura di Roma che hanno aperto le indagini per omicidio e stupro.