LE NOVE MISURE IMPORTANTI NEL DECRETO FISCALE. DAL CONDONO AL TAGLIO AI MINISTERI

DI MARINA  POMANTE

Il presidente Mattarella ha firmato il Decreto fiscale. Nei giorni scorsi il Decreto ha creato non pochi dissapori e ha messo a rischio la stabilità del Governo.
Dopo aver raggiunto finalmente l’intesa e chiarito ogni quiproquò al Consiglio dei ministri di sabato, e arrivatal’altro ieri sera la bollinatura da parte della Ragioneria Generale dello Stato.
L’avvio della procedura di cambiamento partirà dal Senato, mentre quello della manovra dalla Camera.
Otto sono le sanatorie e un condono per il quale il gettito non è stato ancora definito. Sono le modifiche arrivate rispetto alle ultime bozze circolate e all’effetto dell’accordo politico tra M5s e Lega.
Il mini condono avrà un tetto di 30.000 euro per chi dichiara meno di 100.000
Si potrà adeguare quanto non denunciato al fisco negli ultimi cinque anni con una integrazione ‘speciale’. Chi ha dichiarato meno di 100 mila euro può far emergere fino a 30 mila euro, oltre quanto già dichiarato. L’aliquota è del 20%. La dichiarazione integrativa speciale prevede la possibilità di far emergere non oltre il 30% di quanto già dichiarato con un tetto di imponibile annuo di 100.000 euro. A margine del condono rientrano Irpef e relative addizionali, le imposte sostitutive sui redditi, le ritenute e i contributi previdenziali, l’Irap e l’Iva.
Slitta il riferimento all’imposta sul valore degli immobili all’estero (Ivie) e a quella sulle attività finanziarie all’estero (Ivafe) che avevano acceso lo scontro nella maggioranza. Viene depennato l’ex comma 9 che prevedeva la non punibilità per i reati tributari di dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento Iva anche in connessione alle condotte collegate a riciclaggio o impiego di denaro o di proventi illeciti e quelle relative all’autoriciclaggio.
A quanto si legge nella relazione tecnica, non viene giudicato il possibile gettito della dichiarazione integrativa nella versione definitiva del Decreto fiscale e non ci sarà nessun paracadute per alcuni reati.
Per quanto riguarda la dichiarazione integrativa speciale, non si potrà presentare, quindi non si potrà accedere al condono, per far emergere patrimoni all’estero. La procedura non può essere sperimentata dai contribuenti per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute all’estero.
Il ricavo che si avrà dal condono verrà utilizzato per un fondo taglia tasse. Il gettito derivante dal condono servirà a finanziare il fondo per la riduzione della pressione fiscale. Il fondo sarà arricchito con 390,335 milioni di euro nel 2019, che salgono nel 2020 a oltre 1,6 miliardi e quasi a 2,5 miliardi nel 2021.
Saldo a stralcio per le mini cartelle sotto i mille euro
Per le cartelle di importo inferiore ai 1.000 euro, emesse tra il 2000 e il 2010 è previsto l’annullamento automatico. In Parlamento sono attese modifiche e potrebbe arrivare una misura studiata apposta per chi ha avuto difficoltà economiche con un saldo e stralcio delle cartelle non pagate. Le aliquote potrebbero essere tre: al 6%, 10% e 25%.
Rottamazione ter per cartelle e multe
Chi non rientra nei criteri per poter usufruire del ‘saldo e stralcio’ potrà beneficiare della rottamazione ter. Si potrà corrispondere in 10 rate spalmate in cinque anni senza subire sanzioni e interessi.
L’entrata attesa che confluirà nella rottamazione-ter ammonta a 3,048 miliardi di euro.
Immediatamente ci sarà la sanatoria sui verbali e accertamenti.
In caso arrivi un verbale di contestazione, entro l’entrata in vigore del dl, ci si potrà mettere in regola da subito ripresentando la dichiarazione entro il 31 maggio 2019 e versando le imposte, senza sanzioni e interessi; tutto da versare in un’unica rata o in venti rate trimestrali.
A patto che non siano stati impugnati, scompaiono le sanzioni e gli interessi anche in caso di avviso di accertamento, di rettifica, di liquidazione o per gli atti di recupero notificati entro l’entrata in vigore del decreto legge. C’è tempo 30 giorni dalla pubblicazione del Decreto.
Posticipazione di 12 mesi cigs per le crisi aziendali.
E’ prevista la proroga di 12 mesi per la cassa integrazione straordinaria nelle aree di crisi scompare dunque, la soglia minima di 100 lavoratori per usufruire della cig straordinaria. La proroga sarà autorizzata anche per le imprese che hanno stipulato contratti di solidarietà qualora resti, anche solo in parte, l’esubero di personale già dichiarato negli accordi di solidarietà. Con la legge di bilancio per il 2018 è stata approvata la proroga, per imprese con organico superiore a 100 unità e che hanno presentato rilevanti problematiche occupazionali anche a livello territoriale, dei programmi di riorganizzazione aziendale (sino a un massimo di 12 mesi) o di crisi (sino a un massimo di 6 mesi) per gli anni 2018 e 2019.
La proroga è disposta in deroga alla normativa a regime sulla durata massima dei trattamenti di Cigs, entro il limite massimo complessivo di spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019.
Scontrini digitali e lotteria antievasione dal 2020
Diventa obbligatoria la trasmissione e la memorizzazione telematica degli scontrini a partire dal primo gennaio 2020. Sempre al primo gennaio 2020 è rinviata la lotteria antievasione altrimenti al via nel 2019. Vengono ridotte, inoltre, le sanzioni per i ritardi sulla fatturazione elettronica.
Condono fino 30.000 euro per società e associazioni sportive dilettantistiche.
Le società e le associazioni sportive dilettantistiche, iscritte nel registro Coni, potranno avvalersi della dichiarazione integrativa speciale “per tutte le imposte dovute e per ciascun anno di imposta, nel limite complessivo di 30.000 euro di imponibile annuo”. In particolare, tali soggetti potranno avvalersi della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento versando il 50% delle maggiori imposte accertate, esclusa l’Iva che è dovuta per intero, e il 5% delle sanzioni irrogate e degli interessi dovuti.
Nel 2018 ci saranno i tagli ai ministeri per 589 milioni.
Circa 600 milioni di tagli ai ministeri nel 2018 per finanziare le misure previste dal decreto fiscale collegato alla manovra. In totale la sforbiciata per i ministeri è di 589,2 milioni: quasi 470 milioni a carico del Ministero dell’Economia, 29 milioni di tagli per l’Istruzione e la Ricerca, 24 milioni di dotazioni in meno per il Lavoro, 17 per l’Interno, 14 per la Difesa. A contribuire di meno il Mise con 9 milioni e la Giustizia con 11 milioni.