PAPA: L’ODIO FA GERMOGLIARE POPULISMI. PROPRIO COME FECE HITLER

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

L’odio dilagante, propagato, diffuso attraverso le piattaforme del web, attraverso la politica, i talk show non porterà a nulla di buono. Papa Francesco parla ai giovani della stretta relazione tra odio e populismo, durante l’incontro di presentazione all’Augustinianum del progetto e del libro “La saggezza del tempo”, scritto con padre Antonio Spadaro, direttore de La Civiltà Cattolica. Il Papa, afferma: “che sappiamo come cominciano i populismi: seminare odio. Non si può vivere seminando odio. È importante che i giovani conoscano come nasce un populismo. Hitler nel secolo scorso, che aveva promesso lo sviluppo della Germania. I giovani non hanno l’esperienza delle due guerre. Io ho imparato da mio nonno che ha fatto la prima nel Piave tante cose, anche le canzoni ironiche contro il re e la regina. Cosa lascia una guerra? Milioni di morti nella grande strage. Poi è venuta la seconda, l’ho conosciuta a Buenos Aires con tanti migranti arrivati: italiani, polacchi, tedeschi. Sentendo loro, capii, tutti capivamo, cos’era una guerra che da noi non si conosceva. Credo sia importante che i giovani conoscano il risultato delle due guerre del secolo scorso. È un ‘tesoro’, negativo, ma prezioso per creare le coscienze. È importante perché non cadano nello stesso errore. I migranti vanno accolti col cuore e le porte aperte. La chiusura è la strada del suicidio. È vero che si devono accogliere i migranti, ma i devono accompagnare e soprattutto si devono integrare”. Bergoglio ritiene che il governo deve essere promotore di accoglienza e predisporre strutture idonee per far si che l’integrazione possa realizzarsi. Non ha tralasciato di ricordare che ad ogni buon conto la questione della migrazione sia un’emergenza a livello europeo. Ha ricordato che il peso maggiore l’ha riportato l’Italia, la Grecia, la Spagna, e anche Cipro”. Ha concluso il suo discordo affermando: “Cosa faccio io quando vedo che il Mediterraneo è un cimitero? Dico la verità: soffro, prego, parlo, non dobbiamo accettare questa sofferenza”.
Parole significative e umane che scuotono le coscienze avvolte assopite.