UN LUOGO MISTERIOSO: LA CHIESA PARROCCHIALE DEL MIO PAESE

DI GIANFRANCO ISETTA

Ho sempre conservato nascostamente, ma non saprei dove e forse non è nemmeno importante, qualche spazio inesplorato della chiesa parrocchiale, dedicata ai Santi Apostoli Pietro e Paolo.
Come volessi tenere aperta una porta col passato del mio paese, conservato sempre quì per secoli a ricordarci anche percorsi di migliaia di esseri umani, miei compaesani che hanno solcato le mie stesse strade e respirato la stessa aria (più o meno), annusato odori antichi della natura, di cose e di umani in parte ancora presenti e molti ormai scomparsi.
Come volesse parlarmi, dirmi qualcosa che non conosco ma a cui mi sento profondamente legato.
Mi capita di entrare, quasi in punta i piedi come un ospite, in questo misterioso spazio quando non c’è nessuno.
La chiesa di giorno è spesso aperta, e mi ritrovo a mmaginarmi in qualche altra epoca, ma senza nostalgie solo con grande curiosità e affascinato da eventi che mi scopro a rivedere, seduto su una panca o passeggiando tra le navate.
E’ come fosse un passaggio aperto questo luogo, una sorta di parete invisibile da oltrepassare per esplorare altri tempi o forse semplicemente per fermarmi alla soglia e lasciare, non svelati, i misteri che mi piace immaginare nasconda.
Qui la parola “sacro”, che contiene tra i molti significati quelli di “separato” e anche “inviolabile”, acquista un senso profondo e, al tempo stesso, apparentemente ambiguo perchè mi ricorda da un lato tutta la religiosità, il misticismo che questo luogo reclama ed evidenzia anche nei simboli e nelle cose che contiene ma, contemporaneamente, il mistero di qualcosa che non si vede, di inviolabile che si può solo immaginare.
Ma forse, a rifletterci bene, i due significati si possono incontrare nel pensare a qualcosa che non si vede ma di cui si sente una misteriosa presenza, e immagino si possa ritrovare, per chi crede, nella parola “fede” .

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