L’ITALIA SCENDE IN PIAZZA CON I MIGRANTI E CONTRO LE BARBARIE

DI MONICA TRIGLIA

«E’ il tempo di compiere un primo, grande, passo. Tutti insieme». E’ l’appello lanciato dagli organizzatori della manifestazione che si intitola “Con i migranti contro le barbarie”, in programma sabato 27 ottobre in moltissime città. «In Italia soffia un vento furioso di propaganda e, peggio, di violenza. Il limite dell’intolleranza si traduce in forme di aggressione e regressione sempre più gravi. Se prima si trattava soltanto di segnali universalmente considerati negativi, adesso i sintomi sono rappresentativi di un’involuzione profonda. E fanno paura».

Le adesioni all’iniziativa sono numerosissime e continuano ad aumentare (per informazioni conimigranticontrolebarbarie@gmail.com o cliccando qui). Tra loro Actionaid, Aidos, Anpi, Antigone, Aoi, Arci, Arcs, Avvocato di strada, Baobab experience, Cefa, Centro Astalli, Cgil, Cipsi, Cittadinanzattiva, Cnca, Cocis, Comitati Dossetti per la costituzione, Concorditalia, Cospe, Dokita, Focsiv, Focus Casa dei diritti sociali, Forumsad, Gruppo Abele, Gus, il manifesto, Intersos, Januaforum, Legambiente, Libera, Link2007, Lunaria, Moltivolti, Osservatorio aids-diritti salute, Oxfam, Proactiva open arms, Rete degli studenti medi, Terres des Hommes, Statewatch, Uil, Udu, Uisp, Un Ponte per, Vim. E personalità importanti come Luciana Castellina, don Luigi Ciotti, Raniero La Valle, Ginevra Bompiani.

Un invito a scendere in piazza innanzitutto contro il decreto immigrazione, varato dal Governo, che smantella il sistema pubblico di accoglienza, con la progressiva cancellazione, di fatto, dello Sprar (sistema nazionale protezione richiedenti asilo e rifugiati), e che ha come obiettivo «demolire il diritto d’asilo, consegnare ai privati l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale».

Nel manifesto di “Con i migranti contro le barbarie” si denuncia la tensione che cresce. «In Italia e in Europa risuonano forti campanelli di allarme. I princìpi di civiltà e di convivenza democratica sono tornati a essere bersagli di chi vuole dividere, reprimere, escludere, cacciare. Razzismo e xenofobia vengono ogni giorno instillati tra gli italiani del Nord e quelli del Sud, e si diffondono nelle città e nelle periferie sociali. A fronte di un cambiamento così preoccupante, è necessario intensificare ed estendere la risposta di popolo contro le violenze, i soprusi, le prepotenze che scendono dall’alto come una nera cappa che copre il nostro Paese. Una risposta in nome dei diritti, del rispetto, del senso di umanità che non possiamo e non dobbiamo smarrire».

Segnali di questa risposta sono già arrivati «con la reazione all’attacco a Riace e al suo sindaco Mimmo Lucano e con la straordinaria sottoscrizione per permettere l’accesso alla mensa e ai servizi di trasporto ai bambini figli di cittadini stranieri, negati da un’ordinanza dalla sindaca di Lodi. Così come con la grande risposta delle magliette rosse, con la manifestazione a Catania per pretendere lo sbarco e il soccorso dalla nave Diciotti, con la straordinaria partecipazione alla marcia della pace Perugia-Assisi e il grande consenso che sta raccogliendo il progetto Mediterranea».

Una reazione positiva che deve farsi più forte, di fronte «al dilagare di comportamenti “cattivi”, che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi. Ma c’è di peggio, perché chi perseguita i deboli non se ne vergogna. Ostentando e stimolando odio».

E che, soprattutto per ragioni di consenso elettorale, grida a un’invasione che in realtà non esiste.

Lo confermano i dati del “Dossier statistico immigrazione 2018”, realizzato dal centro studi e ricerche Idos, in collaborazione con il centro studi Confronti e con l’Unar. «In Italia» si spiega nel dossier, «contrariamente alla credenza che vorrebbe il Paese assediato e “invaso” dagli stranieri, il numero dei migranti è pressoché stabile intorno ai 5 milioni dal 2013». Là dove in Germania sono 9,2 milioni, nel Regno Unito 6,1 milioni. E ancora: l’Unhcr stima in 354.000 i richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale o umanitaria presenti in Italia, lo 0,6 per cento dell’intera popolazione del Paese. In Germania sono 1,4 milioni, in Francia 400mila.

«Le discriminazioni» denuncia il Dossier «dilagano in Internet, con un aumento esponenziale di discorsi d’odio razzista, spesso sulla base di rappresentazioni distorte che riguardano anche la religione di appartenenza, fomentando l’idea che siamo “invasi da musulmani”, mentre tra gli immigrati i cristiani sono la maggioranza assoluta, 2.706.000, pari al 52,6 per del totale, con preminenza degli ortodossi (1,5 milioni) e dei cattolici (oltre 900.000), e i musulmani sono 1 ogni 3: 32,7%, pari a 1.683.000 persone».