SALVINI E DI MAIO, DUE TIMONIERI A BORDO DEL TITANIC

DI MASSIMO NAVA

Per favore, Iceberg, spostati.
E’ proprio cosi. Contro l’evidenza dei numeri, dei fatti, dei trattati, della logica, del buon senso dei padri di famiglia, della Costituzione, #DiMaio e #Salvini sembrano due comandanti, anzi due vicecomandanti con il timoniere #Conte, che indicano la rotta del Titanic ben sapendo che li aspetta l’iceberg, ma gli chiedono di spostarsi. Lo prendono anche a scarpate, lo insultano, gli fanno le boccacce, stravolgendo anche la regola che se uno decide di navigare nella tempesta perfetta dei mercati non puó poi lamentarsi del fatto che le vele non reggono al vento. Fuor di metafora, è evidente che al cinico e furbo #Salvini non gliene frega niente del reddito di cittadinanza, dell’Europa e forse nemmeno dell’euro. Gli basta il consenso dei passeggeri festanti su una nave che lui giura sempre più sicura, sulle cui scialuppe non c’è posto per passeggeri di terza classe e clandestini (povero #DiCaprio, anche lui lo era quando lo buttavano fuori dalla prima) Ma per questo successo elettorale (in attesa che i suoi elettori di prima e seconda classe, imprenditori, artigiani, pensionati, commercianti e popoli del nord presentino il conto delle balle); bisogna ingoiare le follie grilline, gli stop alle grandi opere di terra e di mare, i contributi a fondo perduto, i condoni edilizi (nell’area elettorale di Di Maio) , i redditi garantiti per non lavorare e pioggia di emendamenti dei grillini legalisti contro le norme più dure in materia di ordine e legittima difesa. #Salvini finge anche di non sapere che nelle stive tenebrose del Titanic i soldi per la sicurezza, le forze dell’ordine, le carceri e i centri di controllo non ci sono. Finiscono nelle tasche di chi non lavora e di chi eviterà anche di fare finta di lavorare.
Ps. Sulle prime scialuppe disponibili l’anno scorso si sono imbarcati per risiedere all’estero decine di migliaia di italiani, per lo più giovani laureati e diplomati che non vogliono il reddito di cittadinanza, ma giocarsi le proprie carte come cittadini dell’Europa e del mondo. La speranza è che tornino con il loro talento e le loro energie a salvare il loro meraviglioso Paese guidato da « scappati di casa »