AUTISTA CACCIA PASSEGGERI CHE NON FANNO SALIRE DISABILE SUL BUS

DI ANNA LISA MINUTILLO

La storia di quotidiana inciviltà nella giungla che sono diventate le città in cui viviamo è quella accaduta ad un uomo sulla sedia a rotelle, davanti alla fermata di un autobus a Parigi. L’uomo era in compagnia di suo fratello in attesa dell’arrivo del mezzo dotato di apposita passerella come oggi hanno tutti i mezzi pubblici, per agevolarne l’utilizzo a chi non è in grado di muoversi autonomamente. L’autobus arriva, ma, l’uomo non riesce a salire perché nessuno si spostava dall’ingresso. A quel punto l’autista, notato cosa stava succedendo, si è alzato in piedi e ha urlato a tutti i passeggeri di scendere: “Risalite solo quando quel signore sulla carrozzella si sarà sistemato, la corsa è terminata” ha aggiunto. I passeggeri hanno eseguito quanto richiesto e l’autista ha detto all’ uomo sulla sedia a rotelle ed a suo fratello, testimone di quanto accaduto, che : “tutti un giorno potrebbero avere bisogno di una sedia a rotelle”, dopo averli fatti salire, lasciando giù gli altri. Una cosa è certa, se bisogna ricorrere a questi mezzi per far salire un disabile su un bus, siamo messi davvero male. Dopo la denuncia dell’associazione «Accessible Pour Tous» la vicenda accaduta il 18 ottobre è diventata virale, infatti la foto postata su Twitter è stata condivisa da migliaia di persone. Fortunatamente esistono ancora dipendenti pubblici che hanno il senso del rispetto per il prossimo, specie se disabile. Quanto ai passeggeri, chissà se si saranno sentiti almeno un po’ umiliati ed in colpa per questo vivere in modo maleducato che spesso fa dimenticare chi non può tenere gli stessi ritmi frenetici.
Lo vediamo accadere tutti i giorni, poiché gli spostamenti sui mezzi pubblici sono diventati una sfida alla sopravvivenza soprattutto durante gli orari di punta. Bisogna farsi largo a gomitate con la gente che non ti lascia passare perché deve salire a tutti i costi o che non si sposta di un millimetro quando è all’interno. Una lezione esemplare, quella impartita dall’autista ( che ha voluto restare anonimo) , contro l’egoismo di questi passeggeri. Un comportamento “normale “che diventa un’ eccezione nel vuoto esistenziale che ci circonda.