CAMERUN. RIELETTO BIYA. DENUNCIATI BROGLI

DI CECILIA CHIAVISTELLI

Il presidente uscente, Paul Biya, è stato rieletto per il settimo mandato alla guida del Camerun. Ha vinto le elezioni con il 71% dei voti, mentre l’altro concorrente Maurice Kamto è arrivato al 14%. Così Biya, 85 anni, in carica da 36 anni, dal 1982, è stato proclamato dal Consiglio costituzionale presidente della nazione dell’Africa centroccidentale e la sua carica durerà fino al 2015. Mattarella, con un messaggio, si è congratulato con Biya: “Auspico che nei prossimi anni il Camerun possa raggiungere più alti traguardi di coesione e crescita, a beneficio della sicurezza e della stabilità regionali, nonché di un futuro sempre più ricco di opportunità per il suo popolo e, in particolare, per le giovani generazioni”. Ha precisato che il paese continuerà il rapporto di collaborazione con il Camerun, augurandosi un maggiore impegno fra i due paesi in politica e nei rapporti sociali, economici e culturali. Stretti rapporti tra Yaoundé e Roma.

Pesanti dubbi aleggiano su queste elezioni. Dubitano i vescovi del Camerun che denunciano una situazione fortemente critica. Samuel Kleda, vescovo e presidente della Conferenza episcopale denuncia brogli in una intervista a Rfi: “Credo che questi risultati non mettano realmente in relazione la realtà dei fatti. Questi risultati non mi sembrano corretti, non sono affatto corretti”. Kleda sottolinea che nell’estremo nord, dove è forte il sostegno al presidente Biya, la miseria è enorme come l’emigrazione e tanti giovani che restano si uniscono al gruppo terroristico jihadista Boko Haram. Anche i candidati dell’opposizione hanno contestato il risultato, definendolo “rubato”. Fin dall’inizio hanno denunciato l’impossibilità di far inscrivere in massa i camerunesi nelle liste elettorali, anche se si sono presentate delle personalità più combattive e più forti nonostante l’Unione democratica del popolo camerunese, il partito di Paul Biya che ha fatto da padrone.

La piaga della corruzione, la povertà, la violenza degli scontri tra indipendentisti anglofoni e le regioni francofone che causa vittime e sofferenze sono i mali di questo paese dove il presidente, insieme alla sua giovane moglie Chantal, regna con una disinvolta dissolutezza. Ferie lussuose, residenza in suite svizzere, shopping folli e champagne a fiumi, il cattolico Biya ha fama di governare nonostante trascorra molto tempo fuori dal suo paese e mantenga il potere con il pugno di ferro verso i suoi oppositori.