IL PRESTITO SECONDO IL CROWDLENDING, ICO E INTELLIGENZA ARTIFICIALE

DI ALBERTO FORCHIELLI

Poi c’è il “matrimonio” naturale tra crowdlending e blockchain: in italiano “catena di blocchi”, un processo – spiega Wikipedia – in cui un insieme di soggetti condivide risorse informatiche (memoria, CPU, banda) per rendere disponibile alla comunità di utenti un database virtuale generalmente di tipo pubblico, ma esistono anche esempi di implementazioni private in cui ogni partecipante ha una copia dei dati. Perché tale tecnologia – nello specifico soprattutto “immutable ledgers” (registri immutabili) e “smart contracts” (contratti intelligenti) – forniscono la perfetta trasparenza necessaria per una cronologia accurata del credito e del prestito. Ciò consente – come rileva Diamandis – “la capacità critica di sostituire digitalmente terze parti ingombranti e costose (come le banche), consentendo a singoli mutuatari o aziende di connettersi direttamente con istituti di credito disponibili”.
In questo senso due delle principali piattaforme di blockchain per il prestito P2P sono ETHLend e SALT Lending (l’acronimo iniziale che sta per Secure Automated Lending Technology). La prima è un’applicazione di Ethereum, piattaforma decentralizzata del Web 3.0 per la creazione e pubblicazione peer-to-peer di contratti intelligenti creati in un linguaggio di programmazione “Turing-completo”. La seconda consente ai possessori di criptovaluta di utilizzare le proprie risorse digitali come garanzia per i prestiti in contanti, senza la necessità di liquidare le proprie posizioni, dando origine a un mercato di prestiti garantiti da attività digitali. Ecco quindi che se la blockchain può rappresentare una minaccia per i grandi istituti bancari centralizzati, per altri è una nuova tecnologia in grado di ottimizzare prestiti, punteggio di credito e operazioni collaterali.
E il quadro si fa sempre più interessante visto che nel marzo del 2018, ING e Credit Suisse hanno scambiato 25 milioni di euro utilizzando HQLA-X, una piattaforma di prestito collaterale basata su blockchain R3 Corda.
Mentre la dinamicità di ICO (acronimo di Initial Coin Offering che in italiano suona come “offerta iniziale di moneta” e che vuol proprio significare il lancio sul mercato di una nuova moneta in criptovaluta, al fine di offrire all’autore del “conio” i finanziamenti per un progetto e, in cambio, ottenendo dei token, ossia criptovaluta, solitamente alla base del progetto stesso) e crowdfunding è valutabile da semplici numeri: l’importo totale investito in ICO è aumentato da 6,6 miliardi di dollari nel 2017 a 7,15 miliardi nella sola prima metà del 2018, con fenomeni pazzeschi come i 320 milioni raccolti da Dragon Coin in 30 giorni e i 135 milioni di dollari di Filecoin raccolti nella prima ora (diventati 257 milioni di dollari nei 30 giorni); e il crowdfunding ha contribuito a raccogliere oltre 34 miliardi di dollari nel 2017, con previsioni di investimenti globali in crowdfunding per 300 miliardi di dollari entro il 2025!
Ma in soldoni – e in questo caso il termine è letterale – tutto ciò può significare che la raccolta fondi e i servizi finanziari supportati dalla tecnologia rivoluzioneranno (distruggeranno?) le più grandi istituzioni finanziarie del mondo perché chiunque, ovunque e in qualsiasi momento sarà in grado di accedere al capitale di cui ha bisogno per sviluppare il proprio business, anche in tempi velocissimi!

La III Parte ➡️ Martedì 30 ottobreE