LA TRAGEDIA DEGLI ANNUNCI

Di SERGIO DI CORI MODIGLIANI

“L’italiano è un popolo davvero eccentrico. Vivono le partite di calcio a mo’ di tragedia, come se si trattasse di una guerra, e vanno a far la guerra festeggiando come se si trattasse, invece, di una commedia”.
Sir Winston Churchill. Londra 1950

 

La tragedia comunicativa che viviamo oggi, nella nostra quotidiana attualità, a stento può essere condivisa, perchè la maggioranza della popolazione non la percepisce come tale. Molte (troppe) persone non si rendono conto che siamo immersi in una tragedia antropologica, sociale, culturale e quindi -inevitabilmente- a breve anche economica e finanziaria. Pensano che stiamo dentro una commedia degli errori e ormai si fa a gara a chi pubblica il post più comico e divertente sul ministro Salvini o sul ministro Toninelli.
Avendo eliminato il “senso della sostanza” (e quindi la realtà oggettiva) questo governo ha istituito il virtuale come punto di riferimento dell’attività dell’esecutivo, rifiutandosi per principio di confrontarsi con il mondo reale. Forse è meglio ripeterlo per evitare fraintendimenti: “rifiutandosi per principio di confrontarsi con il mondo reale”.
E così si comincia a costruire un immaginario collettivo della nazione dove l’assunzione di responsabilità in proprio (nel mondo reale esistenziale) viene a cadere. Ragion per cui il ministro del lavoro può sostenere in tutta tranquillità l’idea che “abbiamo abolito la povertà” festeggiando dal balcone di Palazzo Chigi, sapendo che nessun attivista, nessun elettore e anche nessun giornalista, insisterà nel chiedere adeguata documentazione, dati, cifre, date, luoghi, modalità, statistiche di carattere sostanziale tali da poter suffragare il proprio annuncio presentandosi (a quel punto) all’Onu accolto da una gigantesca quanto meritata ovazione d’applausi.
El pueblo, così facendo, viene spinto volontariamente e consapevolmente verso un mondo in cui i fatti non hanno più alcuna rilevanza, quindi si può tranquillamente sostenere che nel 2019 l’Italia crescerà “almeno” del 3% senza fornire alcuna prova, dettaglio, programma, se non la richiesta fideistica al popolo di credere ad un annuncio totalmente privo di fondamento reale, ma fortissimo e potentissimo nel mondo della virtualità.
Il reale è il vero grande nemico del M5s e della Casaleggio, consapevoli che su quel piano si perdono voti, consenso, clienti e soldi. Di conseguenza, devono allontanare le persone dalla realtà quanto più è possibile per mantenere alta l’illusione virtuale, quel mondo in cui i fatti non contano e ciò che vale è la percezione della realtà su base soggettiva. Allora prepariamoci a vivere in un mondo per molti aspetti davvero comico e divertente, perchè ciascuno sarà libero di dire ciò che vuole e i governanti penseranno di farla franca costruendo annunci uno dopo l’altro senza mai fare i conti con la realtà. Due mesi fa era stato detto che il governo aveva chiuso il dossier Ilva con 0 esuberi (esuberi pari a zero), totalmente in linea con l’abolizione della povertà. Tutti abbiamo deciso di crederci. Oggi, a Taranto, i lavoratori dell’Ilva scioperano. Hanno scoperto che gli esuberi sono 3.000, che l’azienda Ilva non bonificherà un bel nulla e forse si rendono conto che l’accordo con questo governo è risultato essere molto ma molto peggio, complessivamente, di quello firmato da Carlo Calenda un anno fa.
Ma a nessuno interessa: quello è il mondo reale.
E così il governo vive la propria identità come se la sua mansione fosse quella di gestire un reality, e non una nazione. Perchè il virtuale è divertente e bello. Come la manovra. La realtà invece è noiosa e peregrina, quindi, tanto vale abolirla. La povertà è stata abolita, i tarantini hanno svoltato alla grande perchè l’Ilva verrà risanata dopodomani, nessun esubero, neppure uno, e chi contesta queste affermazioni è nemico del popolo.
Problema risolto, secondo i nostri governanti.
Così come è stato risolto il problema del finanziamento delle banche. Annunci quotidiani che le banche sono criminali assetate di sangue e che -a differenza dei precedenti governi- non beccheranno neppure un euro. Poi arriva la realtà e il ministro Salvini, questa mattina, spiega che il governo mette a disposizione 15 miliardi di euro per le banche prese dal fondo costruito apposta da Gentiloni e Padoan, cioè dallo Stato. La notizia ha poca diffusione mediatica. Questo annuncio, assolutamente necessario per tranquillizzare le decine di milioni di italiani che hanno soldi nelle banche che loro vedono andare a picco, lo fa Salvini non Di Maio, il ministro dello sviluppo economico.
Ma Di Maio vive in un altro mondo, dove il lessico è diverso, dove le banche falliscono senza alcun impatto sociale e i risparmi dei cittadini non vanno in fumo. Non poteva farlo, i suoi elettori avrebbero protestato, perchè l’iniezione di realismo sarebbe stata traumatica.
In casi come questi, un meme divertente non basta.
Buona fortuna a tutti, sinceramente.

Ecco la realtà che bussa alla porta. Ma non fa notizia.
Oppure, è solo un altro annuncio.