MICROPLASTICHE NELL’UOMO:UNO STUDIO NE EVIDENZIA LA PRESENZA

Cristina Piloto

Una nuova ricerca portata avanti da scienziati austriaci conferma che sono state trovate per la prima volta microplastiche anche nelle feci umane. Ciò significa che minuscole particelle di polimeri sono entrate grazie alla catena alimentare, a contatto con l’uomo, attraverso cibi o liquidi contenenti residui di plastica.
Lo studio è stato effettuato dai ricercatori dell’Agenzia dell’Ambiente austriaca su un piccolo gruppo di otto partecipanti provenienti da Europa, Giappone e Russia. In tutti gli esaminati sono state ritrovate le microparticelle, di cui sono emersi ben nove tipi diversi. Le dimensioni di tali residui vanno da circa 50 a 500 micrometri.
Philipp Schwabl, ricercatore presso l’Università di Medicina di Vienna, ha spiegato che questa ricerca ha confermato ciò che da tempo si sospettava, ora ci sarà bisogno di ulteriori approfondimenti per comprendere bene l’effetto che tale fenomeno può avere sulla salute umana.
Occorre infatti stabilire se queste microplastiche siano in grado di influenzare il sistema immunitario e se possano concorrere a provocare malattie gastrointestinali. Si è visto per esempio che, associate ad esse, sembrano essere stati trovati metalli pesanti e policlorobifenili, per lo meno nei ritrovamenti in mare.
Questo studio fa emergere ancora di più quanto sia importante continuare a ridurre l’uso di plastica, anche e soprattutto nella quotidianità, e che bisognerebbe aumentare il riciclaggio e migliorare lo smaltimento.
Diverse nazioni si stanno muovendo in questa direzione, ma ancora c’è tanto lavoro da fare, per cercare di recuperare un ambiente che ci permetta di vivere nella maniera più sana possibile.