SAN LORENZO, LA CONFERMA DELLA DERIVA CULTURALE IN CUI STIAMO SPROFONDANDO

DI MASSIMO WERTMULLER

Intervento umile sulla faccenda della povera Desiree… Se verranno accertati i fatti, questa faccenda ci ha insegnato, detto, un po’ di cose…Intanto che il male fatto sulla povera Desiree non è solo un male fatto, sono persino d’accordo con la castrazione chimica pensa te, ferocemente e imperdonabilmente su questa ragazzina. Prima di tutto è stato fatto a lei, certo, una povera creatura che si è trovata da sola, nel terrore, davanti ad una morte orribile, una figlia che poteva essere nostra figlia. Ma poi, di seguito, i l male che hanno fatto questi criminali africani, se sarà confermato il fatto che sono loro i colpevoli, è un male fatto anche agli altri africani che arrivano qui per cercare davvero e onestamente una specie di futuro.Un male che viene fatto a chi davvero viene qui anche con la sincera voglia di integrarsi.

Certo questo crimine non sarà utile all’odierno flebile concetto di tolleranza…E poi c’è un male più generale che è stato fatto anche all’Italia in termini culturali e politici, termini che già, francamente, erano messi male prima di questo orrendo delitto. Questa Italia sta vivendo un giro di vite di severità e di intransigenza che sta dando frutti non sempre eterei e gentili tra la gente, perchè io non dico che una maggiore sorveglianza e un maggior rispetto per le regole non siano necessarie, io  dico, però, che i toni, i modi, le parole che si usano nel trattare questo tema dell’immigrazione ,e degli stranieri che vengono qui, sono determinanti, la forma diventa sostanza. 

Anche perchè il tema dell’immigrazione nasconde altri temi anche più importanti come il regresso economico, ma soprattutto culturale. Su questo infatti, e non solo sul giusto esaurimento nervoso della gente, fa breccia il “ghe pensi mi”, il “mo’basta!”, la clava, la scure. Di questo passo, le prossime generazioni avranno tutte il porto d’armi, sapranno sparare, in un nuovo far west dove si potrà premere il grilletto se si è pure solo “in una situazione di grave turbamento”, ma magari non sapranno chi è Leonardo Da Vinci, cosa sia la partecipazione, uno spettacolo, una manifestazione estiva, cosa sia un libro, cosa sia il teatro, un museo, la Storia, da dove veniamo, chi siamo…e c’è infine un male fatto a questa nostra già fragile, martoriata, già troppo ammalata di inciviltà, di mancanza di decoro, di imbruttimento, che è la nostra bella Roma.  

Nella fattispecie il quartiere San Lorenzo era considerato un luogo di aggregazione, di incontri, di vita, un quartiere illuminato insomma. Adesso è una periferia della civiltà. Come tanti altri luoghi di Roma rischiano di diventare. Qui sì, qui dico che c’è bisogno non solo di un maggiore controllo, ma di un nuovo controllo. Perchè un controllo così attento non è mai servito così tanto prima come servirebbe adesso. Non è solo un fatto di razze (Dio perdoni chi ragiona ancora così) ,ma proprio di deriva, culturale, comportamentale, anche parlando dei romani che incontri per strada, peggiorati, incivili, e parlando pure di deriva visiva, basta guardarla Roma per capire quanto è peggiorata anche solo negli ultimi 10 anni, ma questo, purtroppo, già lo sapevamo…