FORZA BRASILE, CONQUISTA IL MONDIALE DELLA SPERANZA E DEL FUTURO

DI DARWIN PASTORIN

Sarà un giorno lungo. Di attesa snervante, di accesa speranza, di autentica passione. Oggi il mio Brasile andrà al ballottaggio per scegliere tra il farneticante Bolsonaro di estrema destra e il saggio Haddad, per tante stagioni esemplare sindaco di San Paolo, di sinistra. Poi, ci sarà la nuova alba: del ritorno al passato o del tentativo, dopo le contraddizioni del Pt di Lula e Dilma, con più luci che ombre va sottolineato, di recuperare un futuro di pace e benessere. Temo per il mio Brasile. Bolsonaro è in testa nei sondaggi, Haddad, grazie anche alla forza e al coraggio della sua vice Manuela D’Ávila, ha recuperato parte del terreno perduto al primo turno. Ma serve un miracolo. Un autentico miracolo.

Bolsonaro vuole riportare la lancetta della storia agli anni bui della dittatura (un inferno durato dal 1964 al 1985), è un estimatore di Pinochet (di Pinochet: capite?), ha dichiarato di voler incarcerare o mandare in esilio gli oppositori. Come è possibile, Brasile mio, consegnare il potere a un simile personaggio?

Sì, saranno ore lunghe. Lunghissime. Sono nato a San Paolo, ho visto, nei miei viaggi di ritorno, un Paese uscire dalla morsa dei militari e ridare dignità e lavoro e domani ai poveri e agli emarginati. Ho visto un Paese ritrovarsi al centro del mondo per le sue politiche sociali ed economiche. Poi, il lento declino: la nuova crisi (portata anche dalle spese per Mondiali e Olimpiadi), l’ombra dello scandalo Lava Jato che ha portato Lula, senza prove concrete, in carcere per corruzione, il ritorno della violenza per le strade. Da questo declino, è uscito fuori il peggio del peggio: l’ex capitano dell’esercito Jair Bolsonaro.

No, non farlo Brasile. Scegli Fernando Haddad. Vinci, ti prego, la tua partita più difficile e più importante.