GAZZOTTI, GLI OPERAI DIVENTANO PADRONI

DI ANNA LISA MINUTILLO

La Gazzotti è una delle tante aziende che ha fatto una brutta fine nello scenario di crisi economiche e false ripartenze che popolano la realtà italiana di questi ultimi anni.
Situata a Castel Maggiore ( Bologna) e operativa dal 1910 era una storica azienda che produceva parquet, ma forse è meglio dire è.
Sì perché le difficoltà in cui ha versato negli ultimi anni sono state risolte con l’acquisto della stessa (messa all’asta), da parte di diciotto manager ed ex lavoratori .
E’ nata così la “Gazzotti 18” attraverso la volontà di riprovarci e dalla non rassegnazione di queste persone.
L’azienda era fallita nel marzo scorso, a nulla sono serviti i tentavi per fronteggiare la realtà che l’ha vista finire all’asta fino a che è giunta l’unica offerta per rilevarla da parte di chi ha voluto fortemente portarne avanti la storia.

Un caso che viene chiamato, in linguaggio tecnico, “workers buyout”, per cui i dipendenti di un’azienda in crisi decidono di rilevarla per portarla avanti, in questo caso formando una cooperativa.
Acquistata per un milione e 75mila euro, ora saranno questi lavoratori coraggiosi ad occuparsene.
Tra loro persone che lavoravano nell’azienda da 10-20 anni, che ricoprono ruoli che spaziano dalla produzione all’amministrazione, fino ad arrivare al settore commerciale.
Il trasferimento del ramo d’azienda è avvenuto lo scorso lunedì, tra l’ entusiasmo, le emozioni e la non arrendevolezza ad un futuro che pareva già segnato a causa dei problemi gestionali che si erano verificati in passato.
Una ripartenza resa possibile attraverso il sostegno fornito da Legacoop ma anche investendo soldi propri. La cooperativa come spirito giusto per continuare un’attività che ha molte richieste soprattutto dall’estero. Nel 2019 si ritiene possibile il raggiungimento di 4-5 milioni di euro di fatturato. Ai tempi in cui il mercato era differente si parlava di 24 milioni, ma quando si prospetta per una realtà così mutevole e complicata può definirsi comunque un buon obiettivo.
Con un buon pacchetto di clienti fedeli, questa è la dimostrazione che se si resta uniti, motivati e determinati anche una prospettiva nefasta come quella della chiusura di un’azienda può essere superata.
Lavoratori che passano dall’altra parte della scrivania, ma non solo che continueranno a produrre il loro prodotto lavorando. La cosa che in fondo hanno sempre fatto.

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