LA “SOLITA” CGIA DI MESTRE, CHE SU NORD E SUD IGNORA LE CAUSE E “STUDIA” GLI EFFETTI

DI PINO APRILE


Il Nord sarebbe come la Germania e in qualche caso pure meglio, se non fosse per il Sud che è peggio della Grecia: parola della Cgia di Mestre. “L’Italia”, scrivono nel presentar cotanto rapporto, “è un Paese sempre più spaccato a metà: se, dopo la crisi, il Nord ha ripreso a correre e con qualche difficoltà tiene il passo della locomotiva d’Europa, vale a dire la Germania, il Sud, invece, arranca e presenta una situazione socio/occupazionale addirittura peggiore della Grecia, che da oltre un decennio è stabilmente il fanalino di coda dell’Eurozona. È questo il risultato a cui è giunto l’Ufficio studi della Cgia”. E voi direte che per “giungere” a questo risultato, forse qualcuno se la sarebbe cavata con un colpo di telefono.

La Cgia no, giustamente: studia. E allora perché nel testo si legge che secondo il segretario Renato Mason: “Il divario tra il Nord e il Sud del nostro Paese, ha radici lontane che risalgono addirittura all’unità d’Italia”? Non hanno letto i lavori della Banca d’Italia (Ciccarelli e Fenoaltea) che smentiscono questa storica bufala? Né John A. Davis, che riferisce e dimostra (“Napoli e Napoleone”) come questa leggenda fu “inventata” da Benedetto Croce? Non hanno mai visto lo studio di Daniele e Malanima (“Il divario Nord-Sud in Italia 1861-2011”) che, con profluvio di dati sulla ricchezza prodotta per un secolo e mezzo, mese-mese, anno per anno, regione per regione, smonta questa menzogna; e non hanno nemmeno letto la loro micidiale replica (è sul sito de “Il Mulino”) al maldestro tentativo di sostenere il contrario? Né, viene da pensare, devono aver fatto caso al recentissimo lavoro di Daniele e Malanima, “Regional wages and the North-South disparity in Italy after the Unification”, su stipendi e potere d’acquisto (10mila dati del ministero del Tesoro, intonsi per 140 anni) nell’Italia appena unificata? Ed è loro sfuggito anche il fondamentale “Italica”, appena ritradotto e riedito, in Italia, del professor Vito Tanzi (Washington university, già massimo dirigente del Fondo monetario internazionale), che fa strame del “divario presistente”? E manco hanno letto quanto scrissero Luigi Einaudi o Carlo Azeglio Ciampi? Insomma, cosa studia l’ufficio studi? Delle due, l’una: o sanno e disonestamente ignorano; o non sanno e parlano a vanvera.

La Cgia è uno dei tanti “centri studi” del Nord specializzati nella presentazione degli effetti, tacendo le cause, in modo che la responsabilità del divario Nord-Sud appaia colpa dei meridionali e non conseguenza di un secolo e mezzo di discriminazioni, di investimenti pubblici solo al Nord, anche per mega opere inutili (Brebemi, pedemontante) o dannose (Mose), ma molto tangentizie; o della sottrazione al Sud di 85 miliardi all’anno dalla spesa pubblica “uguale per tutti”, per destinarli al Nord; o della sostituzione al Sud, di fondi nazionali (da dirottare al Nord) con fondi europei; o dell’esclusione del Sud dall’alta velocità e persino da collegamenti ferroviari di velocità qualsiasi; dell’assenza di spesa sociale che arriva a essere sino a 50 volte più alta al Nord; o delle risorse traferite ai Comuni che pari al 300 per cento del fabbisogno al Nord contro il 50 per cento al Sud; o della spesa sanitaria attenta alla salute dei settentrionali, mentre sacrifica quella dei meridionali (non ricominciate con la pagliacciata della siringa: la città dove costa meno è Palermo, e la Regione specialista in appalti truccati e truffe alla sanità è la Lombardia), al punto che la vita media al Sud è calata di 4 anni e a Napoli di 8, in pochissimi anni, tanto che 14 terroni su cento hanno ormai rinunciato a curarsi, per indigenza; o della spesa per l’istruzione che vede gli studenti meridionali penalizzati; o dei provvedimenti governativi razzisti, come gli 80 euro renziani dati ai titolari di redditi medio-bassi del Nord, escludendo i redditi bassi o nulli del Sud; o i 3,5 miliardi per il Sud sottratti dal fondo di Coesione e utilizzati per incrementare l’occupazione al Nord; o del miliardo per ricerca e start up al Sud spesi per l’illuminazione del Veneto, le compagnie di navigazione sul lago di Garda e altri regali a color che son ‘sì bravi (a rubare); o del quasi mezzo miliardo di fondi per il Sud utilizzati per ingrassare la banda di tangentari del Mose; o dei napoletani onesti puniti con tariffe assicurative mostruose, “per le truffe” dei disonesti, mentre tutti gli italiani devono pagare per la pessima educazione stradale delle città del Nord con il record di incidenti stradali; o delle truffe più grandi di tutti i tempi, vedi la Parmalat (140mila truffati) ftte pagare a tutti gli italiani; e persino peggio delle truffe bancarie venete (200mila truffati! E hanno pure il coraggio di impartire lezioni) che non vengono addossate ai veneti, ma a tutto il Paese; o del baratro scavato dalle banche del Nord, 200 milirdi!, che non viene fatto pagare dai settentrionali, colpevolizzando popolazione e territorio, come per le assicurazioni a Napoli, ma a tutti gli italiani; o delle truffe degli allevatori padani disonesti, che ci sono costate quanto il terremoto de L’Aquila in multe europee, pagate con i fondi destinati al Sud; o del disastro Monte de’ Paschi (loro fanno sparire i sokldi e a noi li chiedono), per attenuare il quale non si sono vergognati di appropriarsi, grazie a Renzi manolesta, pure del mezzo miliardo di crediti dell’ex Banco di Napoli dichiarati inesigibili e invece riscossi dall’agenzia napoletana delegata…

Vabbe’, l’elenco è lungo 157 anni, ma lorsignori della Cgia del Veneto di Zaia e della Lega non sono interessati alle cause, e i loro “dati” appaiono tanto orientati: per esempio, spiegano (manco fossero un segretario Pd qualsiasi, come tal Maurizio Martina, spacciatore in diretta tv di pregiudizi senza fondamento, in merito) che il lavoro nero attenua il disagio nel Sud, ma tacciono il dato appena diffuso dall’Inps sul lavoro nero nel Mezzogiorno: 1,8 per cento del totale.

Insomma: tagli le gomme ad alcuni camion della fila, poi ne accusi i conducenti di rallentare l’intera carovana che, senza quelle palle al piede, andrebbe veloce quanto quella tedesca.

Non resta che una nuova indagine alla Cgia: dimostrare una differenza genetica che spieghi il “ritardo“ del Sud e il successo veneto e nordico quale frutto di un più efficiente Dna non sfaticato e ladro. Ha già provveduto un certo Lombroso, autore pure dell’indagine sul perfettto cretinismo, che rintracciò in pianura Padana, allora detentrice del record mondiale, in materia. Con il criterio simil-Cgia dell’esposizione degli effetti a prescindere dalle cause, la conclusione sarebbe stata: i padani sono i più cretini del mondo. Invece era solo questione di povertà, fame e cattiva alimentazione limitata alla polenta.

Poi arrivarono i soldi rubati al Regno delle Due Sicilie e le cose cominciarono a cambiare. E pure l’alimentazione. I criteri di “studio”, invece, paiono sempre gli stessi…

http://www.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2018/10/NORD-SUD-DIVARIO.pdf

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