QUANDO UN TRAPIANTO FA RINASCERE PER LA SECONDA VOLTA UNA BIMBA

 

 

DI CLAUDIA PEPE

Ieri una bambina di 13 mesi è rinata, la scienza e l’amore dei suoi genitori l’hanno ri-partorita, le hanno ri-dato la luce, l’hanno ri-presentata al mondo.
A Bergamo, mani con l’amore del proprio lavoro, hanno trapiantato a questa bimba un fegato. E non solo. Le hanno trapiantato la vita, l’amore, i raggi di sole, le calde carezze dei genitori, le hanno regalato i sorrisi che non avrebbe mai avuto. Da tempo questa stella nata vezzeggiata dalla morte, aspettava silente un fegato. Non è facile, e ve lo dice una persona che da un anno frequenta l’ospedale ogni giorno, l’attesa. L’attesa è forse la cosa più brutta di una malattia. Le diagnosi, le analisi che si susseguono inesorabilmente, cercare di carpire dagli sguardi dei medici se ce la potrai fare o dovrai aspettare una morte che non ti riguardava.

L’attesa è peggio degli aghi che ti penetrano dappertutto, è peggio di ogni terapia, peggio della pioggia che ti soffia sul cuore levandoti il respiro. Ma per questa fanciulla, l’attesa è finita e anche per i loro genitori che hanno visto ricrescere un fiore nel loro giardino. Purtroppo la vita è questa. Dalla morte si può far rinascere, si si può far rivivere, si dona oltre che la vita anche il sogno.
Due donatori, deceduti all’ospedale San Carlo di Potenza, avevano un fegato da regalare. Dal Papa Giovanni XXIII è partito un team di tre dottoresse per il prelievo dell’organo, giudicato compatibile.
Il trapianto è stato eseguito dall’equipe del dottor Michele Colledan, direttore del Dipartimento funzionale insufficienza di organi dell’ospedale, dal dottor Guido Costa e dagli anestesisti Piero Brambillasca e Magda Kokotcholava.
L’operazione è stata eseguita con la tecnica dello “split”, la divisione dell’organo altrimenti troppo grosso per la bimba. L’attesa è finita, ora è l’ora della gioia, dello stupore, della meraviglia. Adesso non esiste più la morte. L’hanno sconfitta travolgendola, facendola diventare energia e forza. L’hanno sconfitta facendo rivivere una lacrima inghiottita da manine martoriate, un bagliore dove tutte le stelle si sono illuminate per sfiorare i contorni di un viso che ha dormito troppo con la morte accanto. Grazie a questo dottori illuminati, grazie alle persone che donano gli organi.

Grazie alla vita che sconfiggerà sempre una morte che aveva sbagliato il momento per suonare il campanello