DOPO BOLSONARO, LA DEMOCRAZIA E’ MORTA. IN TUTTO IL MONDO AVANZA IL FASCISMO

DI FRANCO BERARDI

Dal 2011 in Italia la democrazia parlamentare era sospesa, come sappiamo tutti. Nel settembre 2011 il regime finanzista europeo impose le dimissioni del governo legittimo (presieduto dal bravo Silvio Berlusconi), e questo venne sostituito dal molto atteso Mario Monti, per sempre noto come salvatore della patria.
Essenziale in quella occasione fu il ruolo dell’ex fascista, ex stalinista, infine liberista Giorgio Napolitano. Poi nel 2013 ci furono elezioni senza vincitori, e dopo un confuso azzuffarsi l’ottimo e coltissimo Matteo Renzi, eletto da nessuno, prese le redini del governo per conto del sistema bancario del quale è figlio e garante. Anche in questa occasione fu determinante l’ex fascista ex stalinista e infine liberista pluri-presidente.
Durante quegli anni ai lavoratori venne imposto un rinvio dell’età di pensionamento, ai giovani una legge di precarizzazione generalizzata, e alla Costituzione venne imposta una violenza senza precedenti: l’inserimento di un articolo che sancisce l’assoluto dominio della finanza sulla vita sociale. Migliaia di migranti vennero annegati dalla longa manus di un Ministro degli Interni che oggi partecipa a manifestazioni anti-razziste, e la legge dello ius soli venne affossata dal partito che oggi si scandalizza.
Poi, il 4 marzo 2018 la democrazia parlamentare fu ristabilita, e finalmente fu il fascismo.
Una coalizione di ignoranti, razzisti, e aspiranti assassini promise di ristabilire l’onore d’Italia e soprattutto di restituire la pensione agli anziani e una manciata di denari ai miserabili.
Dobbiamo meravigliarci?
Non tanto, visto che la democrazia è il regime che diede il potere a Hitler, e più recentemente a Rodrigo Dutarte e Jair Bolsonaro.
Ecco, adesso mi pare che il processo sia quasi compiuto. Mancano solo le elezioni europee del maggio 2019. E’ probabile che esse segnino la conclusione dell’equivoco in cui il movimento operaio e progressista è caduto: l’equivoco che la legge possa qualcosa, che la costituzione possa qualcosa, che la democrazia possa qualcosa, mentre esse non possono niente.
Solo la solidarietà, solo la forza collettiva può qualcosa nella lotta contro la violenza del capitale, delle banche e dell’ignoranza.
Ora lo sappiamo. Temo purtroppo che sia troppo tardi.