FRANE, ESONDAZIONI, MORTI: NORD ITALIA IN GINOCCHIO. MA SALVINI ERA IN QATAR

DI LUCIO GIORDANO

Quattro anni fa si criticava giustamente Matteo Renzi per aver rinunciato ad andare a Genova nei giorni dell’alluvione e portare il conforto dello Stato alle vittime di quella tragedia.  Cambiano i governi ma la situazione nel Paese non cambia. La tragedia si è ripetuta anche in queste ore e non solo per una perturbazione violenta ma anche e soprattutto per incuria, cementificazione selvaggia, ‘pigrizia’ nel mettere in sicurezza il nostro territorio mortificato dagli abusi edilizi. Risultato: il nord Italia letteralmente in ginocchio. Frane, esondazioni, smottamenti, trombe d’aria. Intere aree isolate e senza energia elettrica, come nella  provincia di Belluno o a Portofino, in Liguria. E morti, troppi morti: dodici in tutto, finora, nella speranza che la nuova perturbazione in arrivo non faccia altre vittime. Ecco, in una situazione del genere , ci si aspettava la presenza dello Stato per confortare le vittime della furia della natura e della cementificazione selvaggia.

E invece niente. Conte era in India e Salvini, quel Salvini che si riempie la bocca  ad ogni ora  di  quella frase ripetuta fino alla noia, prima gli italiani, ha dimostrato ancora una volta di fregarsene degli italiani. Già perchè il ministro dell’interno, in queste circostanze è la carica istituzionale più importante. Ministro. Interno. Cioè di problemi nazionali, come un’alluvione. Tanto più nel caso di Salvini che, come ha confermato anche  oggi ( ‘se governassi da solo’…. riferita a chi lo accusava di non aver tolto le accise sulla benzina, promessa fatta in campagna elettorale), si sente il presidente del consiglio in pectore, nonostante quello stentato 17 per cento di voti ottenuto il 4 marzo scorso.

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Ripetiamolo. Un ministro dell’interno, in casi del genere, dovrebbe esserci.. Dovrebbe, insomma,  far sentire la presenza dello Stato. Mettersi a spalare fango al fianco della Protezione civile, come platealmente fecero i cinque stelle ai tempi dell’alluvione di Genova. Salvini al contrario, a Dubai per una fiera sulla Sicurezza, si è fatto fotografare sorridente nello stato arabo che due anni fa definiva covo di terroristi e oggi che è al governo ne magnifica le lodi. E pazienza per l’ipocrisia.

Ma un vero ministro dell’interno, avrebbe annullato il viaggio e non si sarebbe accontentato di postare su facebook un abbraccio ai vigili del fuoco e una preghiera per le vittime : preghiere salviniane a cui nessun cattolico degno di considerarsi tale crede più. No, il segretario della Lega è partito ugualmente, ha continuato a sorridere nonostante il dramma che stavano vivendo gli italiani . E mentre lui si faceva portare a spasso dal premier del Qatar,  le vittime venivano trasportate nei carri funebri per l’ultimo viaggio. Un contrasto fortissimo.

Il ministro missing ha insomma schivato l’incontro con il dolore dei familiari, continuando il suo viaggio, mettendo gli italiani all’ultimo posto. O, più semplicemente, ha preferito schivare le inevitabili proteste che sarebbero volate al suo arrivo sui luoghi del maltempo, da parte di  un’Italia ancora piegata in due, con paesi isolati e strade spazzate via da frane ed esondazioni. Si è tenuto alla larga dalla tragedia: poche storie. Del resto, il consenso costruito con la propaganda avrebbe subito un duro colpo. C’è da giurarci. Allora, meglio evitare.

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