SUSAN CON ORE DI VITA. UNA COLLETTA PER IL MATRIMONIO E IL FUNERALE

 

 

 

DI CLAUDIA PEPE

Ci sono donne a cui il destino riserva un disegno che non si può capire e né accettare. Ci sono donne che vivono serenamente la loro vita e, improvvisamente, la scure di un boia assassino si abbatte su di loro senza preavviso, senza bussare alla porta, senza darti un segnale. Un boia che non guarda in faccia nessuno. Calpesta le emozioni, i sogni, le speranze, le illusioni, una giornata al parco, guardare le stelle con la tua mano intrecciata all’amore. Un killer che entra dentro il tuo corpo senza il tuo permesso, buttando tutto quello che hai costruito in un ripostiglio del tuo cuore che non aprirai mai. Perché il dolore sarebbe troppo grande. Sarebbe troppo doloroso sapere che i tuoi tre figli tra poco non avranno più la loro mamma. Al male non frega niente che nei tuoi figli c’è la tua anima, il tuo spirito, il tuo calore, la tua energia. Lui oramai è il re della morte che ha distrutto la tua vita, ha distrutto tutte le tue ragioni per andare avanti e rimanere senza sospiro guardando gli occhi dei tuoi figli. È entrato e ha demolito il tuo futuro, le tue prossime lacrime, i tuoi occhi assonnati che guardavano l’aurora e preparavano la colazione ai tuoi figli.
Questa è la storia di Susan Rummey. Susan ha tre figli, tre gioielli, le sue stelle da guardare silenziosamente mentre il tuo cuore rimane in silenzio, solo per ascoltare il loro respiro. Susan aveva tutto, quel tutto che è semplicità di una vita, la felicità di una vita normale. E forse è questa l’eccezione in questo mondo: essere normali. Poche settimane fa Susan scopre di avere un tumore al collo dell’utero. Già esteso, inoperabile, incurabile. Sono parole, proprio quelle che non vorresti mai sentire, ma la vita in quel momento non riesce a sfidare la morte, perché ti hanno già ucciso. E con te ha già ucciso la fanciullezza dei tuoi figli, la loro adolescenza e il loro futuro. Susan ha poco da vivere, pochissimo. Il ghigno, il sorriso beffardo del male è accovacciato in un angolo a gustarsi il dolore, l’angoscia, la disperazione, lo spasimo di un cuore che voleva solo crescere i suoi bambini, guardarli mentre diventavano grandi, accarezzarli di nascosto mentre sognavano aquiloni e la brezza del mare. La sorella di Susan ha deciso di aiutarla a coronare il suo ultimo desiderio: sposarsi con il padre dei suoi figli. Un sogno che potrebbe rivelarsi effimero, labile, fragile, ma se non si inseguono i sogni anche se hai pochi giorni di vita, sarebbe troppo facile per quell’alito freddo che ti insegue e ti morde poco alla volta. Lisa, la sorella di questa 26enne di Workington, nel Nord-Ovest dell’Inghilterra, ha creato una pagina per raccogliere i soldi per organizzare il matrimonio di Lisa con il compagno di sempre, Jay, 38 anni, padre dei suoi tre figli. Intanto i medici la stanno sottoponendo ad una dose massiccia di chemioterapia almeno per farle indossare l’abito di sposa. Chissà quante volte Susan si è immaginata questo giorno. Ma non certo con le cannule, i drenaggi, gli aghi conficcati nel suo cuore. Magari lo immaginava con i suoi figli paggetti, con fiori che le cingevano la testa e il sole che baciava i loro visi illuminati dalla luce dell’assoluto. Ma la morte, non accontenta nessuno. Prende e scappa a divorare altre vite, altre speranze, altre fantasie.
“La chemio non può curarla ma può prolungare un po’ la sua vita» ha spiegato Lisa, che nella pagina dedicata alla raccolta fondi ha spiegato che i soldi verranno usati sia per le nozze che per il funerale di Susan. Perché il sì, e il giorno della sua morte, potrebbero purtroppo essere davvero a distanza di poche ore. E in meno di una settimana sono già stati raccolti circa 7mila euro.”
Matrimonio e funerale, vita e morte, bene e male, figli che si nascondono il viso dalle lacrime, sole e buio, il sole e le tenebre. E Susan cara sorella in quel momento pregherò per te con queste parole:
Con le mani amore, per le mani ti prenderò
E senza dire parole nel mio cuore ti porterò
E non avrò paura se non sarò bella come dici tu
Ma voleremo in cielo in carne ed ossa
Non torneremo più 
Francesco De Gregori

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