DISOBEDIENCE. UN’INTERESSANTE INDAGINE SULLA TEMATICA DEL PREGIUDIZIO

DI COSTANZA OGNIBENI


Cosa succede se una giovane ed emancipata adepta di una comunità ebraica londinese si riscopre innamorata di una sua coetanea dopo anni di lontananza, pur avendo appurato che questa nel frattempo si è sposata con suo cugino? È sfogliando le pagine di “Disobedience” che si può trovare la risposta, il controverso libro di Naomi Alderman pubblicato nel 2006 e aggiudicatario di ben due Awards, entrambi destinati ai migliori scrittori esordienti. Oppure dando un’occhiata alla Nottola e scegliendo la migliore sala dove andare a vedere l’omonimo film, opera dell’apprezzato regista cileno Sebastian Lelio che per il suo esordio in inglese ha optato per la trasposizione del romanzo. Esordio anche questo avvenuto sotto i migliori auspici, poiché la pellicola ha già incassato 118 mila euro al box office italiano.
Ambientato in un quartiere periferico della Londra dei giorni nostri, il film esplora l’universo femminile nelle sue mille sfaccettature e gli ostacoli che la società pone di fronte alla possibilità di affermazione delle donne. Delle loro debolezze, come della loro forza; delle loro paure come dei loro bisogni. Nonostante anni di battaglie, nonostante il cosiddetto suffragio universale, nonostante il riconoscimento di un’emancipazione che spesso rimane solo di facciata. Al centro della pellicola, dunque, la questione amorosa, laddove per “amore” si intende, in questo caso, l’attrazione fra due persone dello stesso sesso e delle difficoltà nel viverlo liberamente all’interno di una comunità retriva e ortodossa. C’è l’indagine sulla donna e sul pregiudizio, certo, ma c’è anche la disamina della comunità giudaica, delle pratiche che l’hanno governata per secoli e che in alcuni ambienti la fanno ancora da padrona, in pieno contrasto con una società progressista ed emancipata come la Gran Bretagna dei giorni nostri. Due correnti antitetiche che trovano la loro personificazione proprio nelle immagini della spregiudicata Ronit e della riservata Esti.
Quello tra le due Rachel “disobbedienti”, Weisz e McAdams, è già diventato il bacio più famoso della rete, che tra trailer e mini-clip soddisfa le smanie dei più accaniti voyeuristi, ma al di là dell’indagine sui sentimenti, “Disobedience” offre degli interessanti spunti di riflessione sul pregiudizio e sulle sue conseguenze, una tematica senz’altro cara ai giorni nostri, soprattutto alla luce degli ultimi sviluppi che stanno impattando i paesi occidentali.