ECCO LA SOLUZIONE: PIÙ SOLDI ALLO STATO DAL GIOCO D’AZZARDO E SIGARETTE

DI LUCA SOLDI

 

Ecco la soluzione innovativa alle carenze di fondi per realizzare la manovra del rinnovamento ideata da Salvini, Di Maio e Conte.
Nel complesso, la Manovra prevede nuove entrate per dei nuovi prelievi forzosi per il 2019.
Interventi che implicano dei rincari nella tassazione per le sigarette di quasi 108 milioni, altri 22,5 milioni per il tabacco trinciato, circa 1,8 milioni per i sigari, per un totale di 132,6 milioni. Ma naturalmente non si poteva fare a meno la tendenza a rafforzare la scelta di fare leva su uno Stato sempre più biscazziere e fomentatore di dipendenze ormai vere e proprie piaghe sociali.
Un gettito quasi doppio – circa 240 milioni di euro – è previsto poi dall’aumento dello 0,5% del PREU, il prelievo erariale unico sugli apparecchi del gioco d’azzardo, “macchinette” e videolottery.
È la strada più incisiva che sono riusciti a trovare oltre naturalmente ai condoni mascherati ed allo “spaccio” di informative che parlano di una “crescita” che neppure i più fantasiosi vedono all’orizzonte.
Stupisce soprattutto la questione per la quale sembra che il “gioco d’azzardo” sia ormai passato da essere riconosciuto come fonte di male, di dissesto, di malattia privata e sociale a rinnovata opportunità di incasso e profitto per un governo che aveva dichiarato nelle stesso contratto stabilito fra M5S e Lega di ripudiarlo.
Il punto era stato messo chiaramente nero su bianco, in modo così puntuale da far lasciare intendere che mai si sarebbe potuto contare sui soldi raccolti da uno Stato biscazziere : “Con riguardo alla problematica del gioco d’azzardo sono necessarie una serie di misure per contrastare il fenomeno della dipendenza che crea forti danni sia socio sanitari che all’economia, reale e produttiva, tra le quali: divieto assoluto di pubblicità e sponsorizzazioni; trasparenza finanziaria per le società dell’azzardo; strategia d’uscita dal machines gambling (slotmachines, videolottery) e forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute; obbligo all’utilizzo di una tessera personale per prevenire l’azzardo minorile; imposizione di limiti di spesa; tracciatura di flussi di denaro per contrastare l’evasione fiscale e infiltrazioni mafiose. Analogamente, si rende necessaria una migliore regolazione del fenomeno, attraverso strumenti quali, ad esempio, l’autorizzazione all’installazione delle slot machine – VLT solo in luoghi definiti (no bar, distributori ecc), limitazione negli orario di gioco e l’aumento della distanza minima dai luoghi sensibili (scuole e centri di aggregazione giovanile)”. Di fronte a tutto ciò sembrava che si fosse imboccato un cammino deciso. Sembrava che dopo anni in cui l’azzardo era stato solo un modo per far cassa e generare entrate fiscali, ci fosse l’intenzione sotto un ambito di maggiore tutela e rispetto per la persone ed in particolare per quanti finivano nella deriva della ludopatia.
Sembrava che riportare tutto sotto l’ala del Ministero degli Interni avrebbe dato un segno di incisività all’intervento contro il gioco d’azzardo. Sembrava che si volesse trattare il fenomeno per quello che è: un fattore di insicurezza, di degrado oltre che di dipendenza da affrontare a livello sanitario.
Appunto, sembrava…

Nella foto  “I bari”, Caravaggio