ESPERIMENTI USA: PRIMA DI SCUOLA, IMPARIAMO A SALUTARCI

DI ANNA LISA MINUTILLO

 

 

L’ iniziativa della maestra Jamie Phelps Judy alla Len Lastinger Primary School di Tifton (Usa) appare forse bizzarra ma ha un’efficacia facilmente verificabile, che passa attraverso i sorrisi degli alunni e il divertimento della stessa insegnante.
Di cosa si tratta?
La maestra fa scegliere ai bambini il saluto prima di accoglierli in classe. Li attende sulla porta dell’aula ogni mattina, ed è proprio lì che “l’operazione saluto” avviene . In un cartello, appeso davanti alla porta della classe, ed ideato dalla stessa maestra, sono indicati vari modi per augurare il buongiorno.
L’obiettivo è salutarli come loro desiderano al fine di fargli trascorrere una buona giornata in classe.
Nel cartello sono presenti 6 immagini differenti e un titolo chiaro e ben evidente: goodmorning, ovvero buongiorno.
I bambini a questo punto indicano l’immagine con cui preferiscono essere salutati, ma anche salutare.
Le scelte a disposizione sono differenti: si passa dalla stretta di mano, ai piccoli balletti, agli abbracci. Ma vi è anche chi in tutta libertà può scegliere un saluto non indicato nel cartello.
Un modo nuovo per creare empatia e comunicazione tra insegnante ed alunni, oltre che un modo per colorare la giornata in modo rilassato e differente.
Questa idea, di per sé semplice si sta diffondendo attraverso un video che spopola nel web e che sta piacendo a tutti : dai bambini agli adulti.
Un’idea che mette insegnate ed alunno sullo stesso piano, che coinvolge ed avvolge di sicurezza ma anche di considerazione i piccoli studenti.
Qualcosa che unisce fisicamente non disconoscendo le singole individualità dei bimbi che liberamente scegliendo come salutare, comunicano anche il loro umore quotidiano, sentendosi presi in considerazione e non diventando solo “un numero” che viene chiamato quando si fa l’appello.
Nulla di stravolgente, un’operazione che porta via solo qualche minuto in più, prima di iniziare le lezioni, ma che può ricoprire di vantaggiose risposte la giornata di ognuno.
Le cronache continuano a raccontare di situazioni incresciose, di atti vili compiuti ai danni degli insegnanti, a cui poco si pensa ma che ricoprono un grande ruolo formativo all’interno della società.
Atti dietro cui si celano spesso, i disagi e le mancanze che popolano la vita di questi giovani dimenticati, poco osservati ed ascoltati.
Chissà che non possa passare proprio attraverso gesti semplici come questo il prendersi seriamente in considerazione, ricevendo quegli abbracci che spesso non riescono a dare, oppure semplicemente scegliendo di stringere una mano, quella mano che non trovano pronta a sorreggerli quando stanno cadendo e di cui invece avrebbero tanto bisogno.
Il dare un ruolo, riconoscendo comunque un ruolo, quello di un insegnante che non si limita ad un rapporto spesso visto come asettico, o conflittuale, ma che diventa partecipe, anche fisicamente, della vita degli alunni.
Ci si potrebbe pensare, il costo per realizzarla è quasi nullo, ma investire pochi minuti in questo saluto farebbe bene a tutti.