MALTEMPO, VENETO IN GINOCCHIO E INGENTI I DANNI ANCHE NEL RESTO DELL’ITALIA

DI ANNA LISA MINUTILLO

Settimana terribile quella che sta vivendo l’Italia a causa del maltempo che non accenna a cessare continuando a mietere oltre a danni ingenti anche vittime. Pioggia e vento da lunedì hanno causato 18 morti. Dopo le 13 vittime registrate al’ inizio della settimana, ieri se ne sono aggiunte altre 5. Interi paesi isolati e irraggiungibili. Nel Bellunese, in modo particolare nelle zone alte della provincia, sono molte le aree che continuano a rimanere isolate senza la possibilità di accesso, e senza elettricità. Boschi devastati, la rete sentieristica gravemente compromessa, soprattutto per la caduta di numerosissimi alberi che ne impediscono l’utilizzo in sicurezza. Tutto il territorio bellunese è pesantemente compromesso ma anche il Trentino e l’Alto Adige. Il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi continua il proprio impegno a fianco della Protezione civile e dei Vigili del fuoco per cercare di portare aiuto alla cittadinanza, ovunque vi sia bisogno. Nel bellunese ha piovuto per quattro giorni consecutivi e questo ha causato una frana di terra e fango sulla strada regionale 203 che collega Cencenighe ad Agordo, isolando i paesi a nord dello smottamento. Gli esperti riferiscono che questa è l’ ondata di maltempo peggiore che si sia verificata negli ultimi 50 anni in Veneto.

I danni causati da questi quattro giorni di temporali violenti, e venti della potenza di un uragano forza 4, hanno piegato il Triveneto, rendendo la devastazione palese. Il maltempo persistente in Veneto sta facendo muovere dopo tempo la frana del Tessina in Alpago, il più grande smottamento conosciuto in Europa. L’unità di crisi istituita presso la Protezione civile regionale è sul posto, con i tecnici che stanno valutando una possibile evacuazione della frazione di Funes con circa 40 abitanti. Danni ingenti anche sulla rete idrica provinciale. Tutte le sorgenti sono state interessate da massicci apporti di acqua piovana con relative impurità. Per questo motivo, si raccomanda di non utilizzare l’acqua che manifesti evidenti problemi di torbidità, nemmeno a fini igienico sanitari. Secondo i tecnici della Prefettura, il consiglio migliore per evitare problemi è quello di utilizzare l’acqua ad uso potabile solo dopo averla bollita per almeno 5 minuti. Una situazione davvero critica che vede danni non solo sulle montagne ma nella stessa città di Belluno dove ad oggi risultano essere oltre trenta le strade principali ancora chiuse. Il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha parlato di miliardi di danni ed ha fatto richiesta attraverso Twitter del numero solidale per ricevere aiuti che possano contribuire a far fronte a questa situazione così devastante. Previsto per domani un sopralluogo nelle zone del bellunese che sarà effettuato dal Direttore del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli con il presidente della Regione Veneto Luca Zaia .

Sul territorio nazionale risultano essere stati effettuati dai Vigili del Fuoco oltre 14.000 interventi di soccorso dall’inizio dell’emergenza maltempo, ed anche nella giornata di oggi al lavoro ci sono 5.000 unità. Una situazione ancora di emergenza con cui confrontarsi e cercare di risolvere intanto che le previsioni meteo paiono non promettere nulla di buono. Secondo la Coldiretti i danni che il maltempo ha creato all’agricoltura sarebbero calcolabili sui 150 milioni di euro. Molte le coltivazioni distrutte, i muri crollati, le stalle e gli edifici rurali scoperchiati, oltre ai problemi alla viabilità provocati dalle frane e smottamenti. Un maltempo che sta mettendo in serie difficoltà tutta Italia quindi. In Sicilia per l’allagamento dei binari causato dalle abbondanti piogge si è fermata la circolazione di alcuni treni . In Emilia Romagna , dal monitoraggio della Coldiretti emerge che per le intense precipitazioni il livello idrometrico del fiume Po è già salito di quasi 2,5 metri nelle ultime 24 ore. In Liguria per

Portofino e S. Margherita Ligure si parla di danni per 20 milioni di euro
di cui 5 o 6 milioni solo sulla strada di Paraggi. Nel napoletano strade allagate ed inondate dal fango in tutta l’area flegrea.

In provincia di Udine, intanto, hanno riaperto alcune strade ma permangono ancora grandi problemi in alcune aree della Carnia. In Trentino, la situazione è migliorata grazie al cessare delle precipitazioni. Funzionano regolarmente le Ferrovie del Brennero e Valsugana, mentre sono una decina i cantieri sulla Trento Malè dove si lavora per riaprire la ferrovia entro la giornata di lunedì.
Condizioni climatiche anomale, terreni che non riescono più ad assorbire l’acqua che cade dal cielo, disboscamenti e scellerate scelte edilizie, ma anche poca cura e manutenzioni dei letti dei fiumi, dei tombini di scolo, non fanno altro che peggiorare il quadro critico che si sta verificando nel paese.
La natura offre scenari bellissimi che vanno curati e non solo guardati, concetti che prendiamo in considerazione, quando è troppo tardi ed a cui smettiamo di guardare non appena la situazione torna alla “normalità”.

 

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