MORIRE A 18 ANNI, IL TRAGICO HALLOWEEN DI ANDREA

 

DI CLAUDIA PEPE

Ieri notte è morto un ragazzo di 18 anni. Ieri notte è morto un ragazzo di 18 anni non per droga o per una rissa. Ieri notte è morto un ragazzo di 18 anni non per un agguato mafioso o per rapina. Ieri notte un ragazzo di 18 anni è morto per lavoro. Un ragazzo che aveva tutta la vita davanti a sé, che aveva sicuramente sogni, desideri, un amore da vivere, delle corse da rincorrere al mare nella brezza mattutina. Un ragazzo di 18 anni che muore in un giorno di festa per lavorare ancor di più, è un ragazzo con un cuore grande, con la voglia di farcela, con braccia forti e un suo scopo nella vita. Morire a 18 anni non si può, è un insulto ad un mondo che non ha più spazio per riflettere, un mondo che fa salvare assassini, che ritiene che Provenzano non doveva finire la sua vita in carcere, dove la Ferragni e Fedez affittano un supermercato e prendono a calci panettoni e alimenti. Un mondo che accetta le guerre come si accettano i regali di Natale, che accetta i bambini che muoiono di fame, un mondo che accetta senza alzare il capo, ogni forma di crudeltà mentale e fisica. Ieri è morto un ragazzo di 18 anni, che cercava nel suo lavoro la speranza del suo futuro e che della sua vita ne aveva fatto un sorriso. La sua simpatia era la sua empatia, e la sua bontà forse, l’ha portato alla morte. Andrea Masi un ragazzo di 18 anni ieri notte è caduto da un muletto nel parcheggio sotterraneo del centro commerciale Piazza Portello. Ieri un ragazzo di 18 anni è morto da un muletto. Nel 2018. Andrea aveva finito la scuola, L’Ipsia Antonio Parma di Saronno e subito si era dato da fare per cercare un lavoro, non era un ragazzo di quelli che chiamano fannulloni, Choosy, viziato. No lui ci credeva nella sua vita. Ci credeva nel suo sogno, ci credeva nel suo futuro.
Ieri è morto un ragazzo di 18 anni per lavoro. Un ragazzo che non diceva mai no al suo dovere, al suo impegno, alle sue responsabilità. Era la notte di Halloween e lui non è andato a nessuna festa. È andato incontro alla morte con la sua semplicità e innocenza. Ma la morte, lei sì che era mascherata. Non la si vedeva al buio ma era lì ad aspettarlo, ad aspettare un ragazzo di 18 anni che faceva invidia al mondo. Un ragazzo di 18 anni è morto sul lavoro nel 2018, un ragazzo che oltre a lavorare trovava sempre il tempo di uscire con gli amici, curare il suo aspetto e fare sport, tanto che la palestra era una delle sue passioni. «L’eleganza non è farsi notare ma ricordare», aveva scritto il diciottenne lo scorso agosto su Facebook, sotto un’altra foto che lo immortalava a braccia conserte e col mare di Riccione sullo sfondo. Gli occhi fissi all’obiettivo e una tigre sulla copertina della sua pagina social. (Fonte La Stampa). Un ragazzo di 18 anni l’altra notte è morto sul suo posto di lavoro con l’ottimismo che lo pervadeva, un ragazzo che era stato abbracciato dalla vita, ma che la morte l’ha strappato dalla sua allegria, dalla sua gioia di vivere, dal suo stupore, dalla sua meraviglia. Sul suo profilo Facebook si legge:” Oggi è il giorno che ti faceva paura ieri”. E quel giorno è arrivato ma l’hai affrontato senza paura Andrea. La notte ti ha inghiottito, ma sicuramente mentre eri in volo ti avrà ricoperto di un manto di stelle che sospese come nuvole all’orizzonte del mare calmo della morte, ti avranno accarezzato nel loro velo incantato.
Un ragazzo di 18 anni è morto, morto per il lavoro, morto per la sua vita. Morto come una tigre senza guinzaglio e che corre felice nella Savana e si riposa sotto un grande albero.
È morto un ragazzo di 18 anni sul suo posto di lavoro. Nel 2018. Un figlio nostro e delle stelle che in questo momento lo stanno cullando.