QUEL SENATORE LEGHISTA CHE CI VUOL FAR RIPIOMBARE NEL MEDIOEVO

DI CLAUDIA PEPE

Mi sono svegliata stamattina, credevo fosse il 2 novembre ’18, e invece come nel film di Troisi “Non ci resta che piangere” mi sono ritrovata nel Medioevo. Proprio nel Medioevo leggendo le parole di un senatore leghista che ci vuole riportare ad uno stato di diritto che non prevede le nostre lotte, i referendum, il grande valore del Partito Radicale per l’emancipazione delle donne e di tutti. Questo senatore leghista che fa parte di questo governo è convinto che entro Natale riuscirà ad avere il sì dal Parlamento suo ddl per la ridefinizione dello stato di famiglia: il suo obiettivo è abolire gli assegni di mantenimento, obbligare i genitori ad un affido condiviso e obbligare chi vorrà divorziare a pagare figure mediatori famigliari. Ma care donne e uomini del 2018 il Senatore non ancora contento ha dichiarato alla Stampa che lui vorrebbe trovare un modo di vietare il divorzio: «Vorrei introdurre in Italia il convenant marriage americano: una forma di matrimonio indissolubile». Parla di come lui vorrebbe «convincere ogni donna a tenere il suo bambino» e che se non ci riuscirà offrendo denaro, ricorrerà alla violenza: «Glielo impediamo», tuona. Allora donne e uomini, forza un po’ di orgoglio dobbiamo averlo. Non vi accorgete che ci stanno portando verso la preistoria, verso la retroazione, verso l’abisso. Queste parole sono degne di una persona sovranista e senza nessuna considerazione per l’aspetto umano della famiglia, delle donne e, soprattutto dei bambini. Il matrimonio indissolubile provocherà molte più violenze domestiche, l’amore non avrà più il senso dell’amore, il divorzio che è la forma più civile di separarsi tra coniugi diventerà “La guerra dei Roses”. Come si può rimanere con uomo o con una donna che ti ammazzano la vita, il futuro e la speranza. Ad ogni persona è concesso il libero arbitrio sulla propria vita, suoi sentimenti, sulle sue passioni. Nessuno mai, potrà mettere un veto sulle nostre scelte, sui nostri cieli aperti, sulla nostra crescita intellettuale e spirituale. Questo vorrà dire vivere in un paesaggio orwelliano, in un mondo robotizzato dove non nascerà nulla nei nostro giardini seminati nella speranza che cresca un fiore. Ci rimetteranno come sempre quei bambini che poi condanniamo di silenzi, di patologie affettive, di nevrosi, di bullismo e di violenza. Ma il Senatore leghista non si ferma sostenendo:” Che l’omofobia e il contrasto all’educazione al rispetto servano a «difendere i bambini» da chi non inneggia ai suoi coiti come ad un merito dal valore legale.” E ancora attacca i diritti delle persone Lgbt sostenendo:” Che il matrimonio tra persone dello stesso sesso «non esiste e, se fosse per me, abolirei le unioni civili»
No ragazzi io non ci sto, se voi volete questo governo, io ho poco da perdere. Me ne vado dove il sole illumina sempre le persone, i loro sentimenti, dove ci si possa sentire liberi. Questo senatore forse la carta della Costituzione non la conosce profondamente e soprattutto l’Art. 13
La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
La libertà personale è inviolabile e nessuno mai ci farà tornare indietro e neanche chi sostiene che i gay debbano nascondersi per non infastidire la sua smisurata omofobia. Questo personaggio fa parte del nostro governo, del potere al governo, rappresentante di nessuno di noi. Un rappresentante di nessuno un nessuno che ama, che sa amare, che sa ascoltare tanti orizzonti, un tango di Piazzolla, la Petite Messe di Rossini, un’aurora che non ha mai scoperto in un pullman tra i tanti lavoratori già delusi della loro vita prima di viverla. Questa persona non conosce gli uomini, la religione, la bontà, la fede anche professandosi umile a Dio. Io non permetterò mai che questo governo distrugga quel poco che abbiamo fatto di bello, di legale e di vera libertà. Mai nel mio nome mi farò togliere la mia libertà. Come un animale selvatico, la verità è troppo potente per poterla ingabbiare. E io le gabbie le mordo con i denti.