SALVINI, A DICEMBRE SCENDE IN PIAZZA PER DIRE NO AI ‘SIGNORI DI BRUXELLES’

DI ALESSANDRO GILIOLI

1. Velocemente. La campagna elettorale non era mai finita – anzi – ma adesso ha anche la sua piazza: quella di Salvini, l’8 dicembre a Roma «per dire no ai signori di Bruxelles». Sarà una prova di forza ma soprattutto l’apertura del grande fronte mediatico in vista delle elezioni europee e (forse) delle politiche anticipate: prendere Juncker e Moscovici come propri nemici e quindi vincere facile. «Così non aiuta la mediazione», ha storto il naso Conte, ma Salvini uomo di mediazione c’era solo nelle illusioni di Conte: a quello interessa invece il braccio di ferro per far vedere i muscoli e liberarsi al più presto dei grillini. L’altro giorno lo ha pure detto: «Se governassi da solo, potrei fare tante cose più velocemente». Anche noi, nel caso, dovremmo fare una cosa velocemente: il rinnovo del passaporto.

2. Finzioni. Che poi Salvini non ne avrebbe nemmeno bisogno, della piazza: ormai il suo gradimento personale è al 60 per cento (Ilvo Diamanti su Repubblica di oggi), ha superato anche Conte. Renzi buon ultimo, dopo Antonio Tajani e perfino Piero Grasso, che è sparito da mesi. Ah, secondo lo stesso sondaggio il 58 per cento degli italiani è convinto che Salvini sia il leader del governo, solo il 16 per cento risponde Conte. Se fossi Conte, farei come quell’imprenditore che è scappato in Scozia e ha finto di perdere la memoria perché qualcuno si accorgesse di lui.

3. Sigarette. Secondo il Corriere i conti della finanziaria non tornano: i soldi stanziati dal governo per quota 100 bastano a coprire solo quelli che andranno in pensione nel 2019, quindi non sarà una misura strutturale ma una finestra che alla fine del 2019 si chiuderà. Così almeno sostiene il Corriere, ripeto, sulla base di un’analisi dei numeri. Anche l’obiettivo dei 780 euro di reddito minimo sarebbe lontano dall’essere coperto dagli stanziamenti previsti in manovra. Nel frattempo per raccattare due lire aumentano le sigarette, come nelle migliori tradizioni della prima Repubblica (ps fumo, purtroppo, ma sono favorevole ad aumentare le sigarette, visto quello che costano al Ssn).

4. Appunto. Dopo il Tap e la Tav, il M5s è alle prese con il Muos, il maxi radar militare Usa in Sardegna. I post con “no Muos” nel blog di grillo sono decine, basta googlare, per non dire di quelli del M5s siciliano. La ministra della Difesa Trenta (indicata dal M5s) invece se lo vuole tenere, e così anche Conte, perché abbiamo bisogno di ottimi rapporti con Trump, specie dopo che ha promesso di comprarsi un po’ di Btp. Per i grillini un’altra grana, insomma, dopo le divisioni sul decreto sicurezza il cui voto potrebbe vedere l’ingresso di fatto in maggioranza della Meloni. Alla Stampa la Nugnes (M5s) dice che «per evitare nuove elezioni e quindi la vittoria della destra, il M5s rischia di consegnare il Paese alla destra senza che nemmeno ci siano state le nuove elezioni». Eh, appunto, è quello che sta succedendo da sei mesi, meno male che qualcuno se n’è accorto.

5. Abusivi. Intanto il condono su Ischia è passato nel decreto Genova (com’è noto, Ischia è una frazione di Genova). Per Di Maio «non è un condono», perché accelera e risolve pratiche di condoni precedenti, non ne crea un altro. In soldoni, tutte le richieste di condono già pendenti verranno risolte in base a una legge-condono del 1985 (assai lasca) anche se si riferiscono a costruzioni del 2017. È un aiutone agli abusivi, poi chiamatelo come vi pare.

6. Maleducato. Secondo il Corriere, un sondaggio riservato dà oggi il Pd tra l’8 e il 15 per cento. Il 6 novembre Minniti dovrebbe annunciare la candidatura alle primarie, in occasione della presentazione del suo libro. Renzi riunirà la sua corrente a Salsomaggiore quattro giorni dopo, e lì dovrebbe ufficializzare il suo endorsement per Minniti. Orfini si schiera invece con Martina. Il 12 novembre inizierà l’asemblea nazionale del Pd. Mentre tutto ciò accade il mondo va avanti indifferente – e un po’ maleducato, diciamolo.

7. Spazzatura. Interessante l’apertura della Stampa, anche perché è una cosa che gli altri giornali non hanno: i poliziotti italiani riportano in Slovenia e Croazia i migranti che sono entrati nella nostra frontiera est, esattamente come Macron fa con noi alla nostra frontiera ovest. Anche Slovenia e Croazia fanno parte dell’Unione europea. Oddio, “unione” si fa per dire, a questo punto: è solo una “gated area”, un quartiere di case recintate dove ciascuno butta i migranti nel cortile degli altri come se fossero spazzatura.

8. Ho le mie. «Mai più spacciatori davanti alle scuole dei nostri figli», aveva tuonato Salvini presentando il piano “scuole sicure”. A Roma da lunedì ci saranno 45 pizzardoni davanti ai licei nell’ora della campanella. Tuttavia siamo pur sempre a Roma e quindi nessuno di loro sarà munito di drug-test, nessuno potrà fare nulla se non chiedere ai ragazzi: “scusa, ti fai le canne?”. Io risponderei: “no grazie, ho le mie”, e me ne andrei.

9. Procure. Entusiasmo tra i giornali di destra per la richiesta di archiviazione della procura di Catania per Salvini sul caso Diciotti. È la prima volta che vedo i giornali di destra così in linea con una procura, negli ultimi vent’anni le procure erano state il male assoluto. Per qualcuno il caso è chiuso, quello che dice la procura è definitivo: «Salvini scagionato, e ora chi paga?» (il Giornale), «I migranti in mare si possono respingere» (La Verità). Se il metro “procura=sentenza” fosse lo stesso per tutti, Berlusconi sarebbe all’ergastolo – e anche qualche direttore di giornali fasciotrash non se la passerebbe benissimo.

10. Vucumprà. A proposito, le altre perle fasciotrash di oggi: «L’Europa in ostaggio delle gang di musulmani» (Libero); «Lo sfregio alla Mussolini della radical chic in tv» (Il Giornale); «Anche nella morte c’è chi se la tira» (La Verità); «I cinesi ci spiano all’università» (Libero); «I vucumprà evitano i controlli: così contrabbandano la merce (Il Giornale); «Salvini va in Ghana a fermare i migranti» (Libero – con il suo corpo, immagino); «Signorini rompe il silenzio sulla lite in diretta Blasi-Corona» (il Giornale). Notevole anche la paginata di Libero con supermarchetta all’armatore Vincenzo Onorato, il miliardario padrone di Moby e Tirrenia, che assume solo marittimi italiani però si fa costruire le navi in Cina. Del resto, in questi tempi grami per l’editoria, i pochi inserzionisti che ci sono bisogna tenerseli buoni.