VINCENZO MOLLICA STA PERDENDO LA VISTA, MA RASSICURA TUTTI: “ORA SCRIVO AFORISMI”

DI RENATA BUONAUTO

Parlare di Vincenzo Mollica non è un’impresa facile, sarà perché si tratta di un giornalista che ho sempre seguito con ammirazione, sarà perché ha una carica di simpatia che riesce a fondere alla sua indiscussa professionalità rendendolo completo ed assolutamente unico e sarà anche per quel suo “faccione” che me lo fa apparire buono ed incapace di ferire chicchessia.
Sin da ragazza ascoltavo Sanremo ma era lui quello che più mi faceva sorridere, quando intervistava gli ospiti, era sempre gentile, tirando fuori, in questo modo, il meglio da ognuno di loro. Non ricordo di averlo mai sentito polemico o duramente critico. Mai distante, nemmeno quando la folla applaudiva più lui che il giovane esordiente al suo fianco.
Ma chi è Vincenzo Mollica.
Nasce a Formigine, un piccolo comune in provincia di Modena ma lì resta davvero poco, perché a soli tre mesi raggiunge il padre in Canada. A 7 anni rientra in Italia e precisamente a Motticella, una frazione di Bruzzano Zeffiro in provincia di Reggio Calabria. Studia al liceo classico di Locri e si laurea all’Università di Urbino.
Nel 1980 entra a far parte della Redazione Rai del Tg1 e lì riesce a fondere le sue più grandi passioni, la musica, i fumetti ed il cinema con il lavoro di giornalista.
Dal 1998 cura, sempre per la testata giornalistica nazionale, la rubrica “DoReCiakGulp”. Uno spazio dedicato alla cultura pop, che ogni settimana permette di viaggiare fra le novità musicali e le prime visioni cinematografiche, senza dimenticare i fumetti. Ama disegnare e si cimenta nella realizzazione del libro “Fellini racconta” , un mix di parole e disegni con il quale tratta un inedito profilo del grande regista.
Sempre per Einaudi, scrive “Pratt & Corto”, una raccolta di disegni di Hugo Pratt accompagnati da pensieri e voli dettati dalla sua impareggiabile creatività. Ed ancora “Scarabocchi in libera uscita”, “Milo Manara”, “Dai Borgia ai pittori del novecento” , “Le forbici di Paolino” . Ultimo, ma non ultimo “Scritto a mano pensato a piedi. Aforismi per la vita di ogni giorno”. Un genere che lui utilizza da sempre anche nella quotidianità della vita e questa volta ha voluto mettere su carta, realizzandone un libro.
Una risata festosa… nasconde sempre una lacrima dolorosa“, oppure “La vita ci mette alla prova… E quando finisce ci riprova“. Forse pensava proprio alla sua vita mentre le dettava al telefonino, queste parole. E’ di questi giorni la dichiarazione di Vincenzo Mollica riguardo i suoi seri problemi di vista che lo stanno portando gradatamente alla cecità e la conseguente scelta di scrivere con pensieri brevi, aforismi appunto, dietro i quali è possibile dire tanto lasciando tempo alle riflessioni, al passato o ad un futuro ancora da scoprire.
Vincenzo Mollica,si è affidato ai telefonini per dettare e trascrivere i suoi pensieri e con l’aiuto di alcune applicazioni ha continuato anche a disegnare fumetti, una passione che segue sin da bambino. E’ un uomo forte e positivo, non si è piegato dinanzi alla malattia ma ha cercato di adeguarsi, di trovare altre strade, per continuare a parlarci.
Anche quando Aldo Grasso battezzò il suo modo di far critica con il termine di “Mollichismo”, attribuendogli una sorta di “grado zero della critica”, un “buonismo” poco produttivo, lui non ha cambiato il suo approccio, ma lo ha al contrario istituzionalizzato, facendosi amare anche per questo.
Di Vincenzo Mollica sorprende sempre l’auto ironia e la semplicità, come quando si definiva soddisfatto della sua carriera professionale per essere apparso un paio di volte su “La Settima Enigmistica” e per aver indossato gli abiti di “Vincenzo Paperica” su alcuni numeri dello storico “Topolino”.
A nulla sono valsi i tentativi di nominarlo direttore del TG1, lui ama ancora passeggiare per Saxa Rubra, sfiorare il suo armadietto, invidiabile museo di una storia, cui è stato presente protagonista ed ama ancora partire per Sanremo, con il microfono in mano per carpire emozioni e speranze di quanti affollano il rinomato palco.
Anche sulla sua morte, che speriamo sia ancora molto lontana, ama riderci su e, racconta di aver già dato disposizioni alla moglie. Sulla lapide dovrà esserci un’immagine di Paperica e poi la scritta: “Qui giace Vincenzo Paperica che tra gli umani fu Mollica”.