MALTEMPO, IN VENETO SCENARIO APOCALITTICO. PERSI 14MLN DI ALBERI

DI ANNA LISA MINUTILLO

Da Belluno il Direttore del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli all’incontro con il presidente del Veneto Luca Zaia, dopo aver terminato il sopralluogo sulle zone colpite dal maltempo, si esprime così: “Dobbiamo partire subito perchè se dobbiamo attendere la conta dei danni ci attiveremo almeno tra due mesi. Abbiamo una sofferenza in tutta Italia, ma in questo territorio è molto più pesante“. Nel frattempo, in Val Visdende, nel Cansiglio, nell’Agordino e nel Feltrino i danni per il legname risultano essere incalcolabili. Sono migliaia gli alberi che sono stati abbattuti dal forte vento e dalle piogge. Le operazioni del loro recupero non avverranno prima dell’inverno e per la primavera quel legno non avrà più alcun valore. Al momento si sta cercando di riparare le strade gravemente danneggiate dalle numerose frane, ma bisogna anche ripulirei fiumi e laghi, completamente invasi da tronchi e fango. Nella diga di Comelico si sono riversati migliaia di alberi che galleggiano nell’acqua, rendendo l’acqua un fiume di legno.

Una vera strage quella che questa ondata di maltempo ha creato per circa 14 milioni di alberi, e la visione di queste oasi di natura polmone per il nostro paese appaiono come paesaggi apocalittici, devastati nella loro essenza. Questo comprometterà l’equilibrio ecologico ed ambientale di vaste aree montane e metterà a rischio la stabilità idrogeologica. Secondo quanto stimato da Coldiretti e Federforeste ad essere abbattuti sono stati soprattutto faggi e abeti bianchi e rossi nei boschi del Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli, ed occorrerà almeno un secolo per tornare alla normalità. In val di Fiemme gravi danni sono stati riportati nelle foreste da cui si ricava il legno per la realizzazione dei pregiati violini Stradivari.

Ma anche la popolazione di mammiferi, uccelli e rettili è stata sconvolta. Equilibri stravolti quindi che interessano oltre che la flora anche la fauna, da non tralasciare le conseguenza che la mancanza di copertura vegetale potrebbe avere in caso di forti piogge. Sarà sempre più probabile il verificarsi di smottamenti e frane, non essendoci più le radici che tendono a rendere più compatto ed aggregato il terreno. Danni che passano attraverso la distruzione dei paesaggi ma che non mancano di interessare anche l’aspetto economico, Infatti in Italia circa l’80% del legno usato viene importato , con quanto accaduto la filiera del legno subirà consistenti ripercussioni. Danni inevitabili li subirà anche il turismo. Un milione di euro destinati al recupero dei boschi devastati dell’Altopiano di Asiago. Questo è il contributo che il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha deciso di destinare alla zona del Veneto nell’ambito delle iniziative sul Centenario della Grande Guerra, per le quali ha una specifica delega. “Apprendo con particolare dispiacere – scrive Giorgetti al governatore Luca Zaia – delle eccezionali circostanze di Maltempo che nelle ultime ore si sono abbattute sulla Regione Veneto e che hanno devastato – tra le altre cose – i boschi dell’Altopiano di Asiago. Quello stesso Altopiano gia’ durante la Prima Guerra Mondiale fu teatro di tragici eventi e per questo rappresenta un luogo simbolico della memoria del nostro Paese, oltre a essere patrimonio naturale della collettivita’”. Il maltempo, in Italia tra il 2013 ed il 2017 ha causato 8 miliardi di danni.

Vediamo come appare al momento la situazione:

il Nord Italia, ancora battuto dalle piogge, Roma fa i conti con i danni subiti dal maltempo, l’emergenza meteo si sposta al Sud. In Sicilia le scuole restano chiuse a Palermo, Trapani ed Agrigento, mentre dieci comuni del Nisseno si trovano ancora senz’acqua potabile per effetto del maltempo. La Protezione Civile ha diffuso l’allerta rossa fino a stasera per tutta l’area nord-occidentale dell’Isola. La piena del Po è attesa nella zona di Reggio Emilia. Si potrebbero verificare problemi soprattutto verso la foce dove le «onde di piena — avverte l’Arpa Emilia Romagna — tenderanno a fondersi per le difficoltà di scolo nel bacino adriatico»: è prevista l’allerta arancione nella zona della pianura Orientale e della costa ferrarese (Ferrara, Ravenna, Bologna) e della pianura centrale (Modena, Reggio Emilia, Parma, Bologna). In Liguria invece c’è preoccupazione per lo sversamento in mare di carburante dai 211 yacht affondati, dopo la mareggiata di lunedì scorso che ha distrutto il porto di Rapallo. Da una prima stima si calcolano circa 20 milioni di milioni di danni alle infrastrutture tra Portofino e Santa Margherita .
In Campania
paura anche a Ischia dove un grosso muro perimetrale di un albergo a Casamicciola è franato a causa delle piogge. Pietre e terreno sono giunti fino alla centrale piazza Marina invadendola con massi e detriti. Nella mattinata di oggi, a Venezia sono stati registrati 105 centimetri di acqua alta sul medio mare che hanno “invaso” l’8% della città a cominciare da Piazza San Marco che è una delle aree più basse. Le previsioni indicano una situazione analoga per domenica 4 mentre per lunedì 5 sono previsti 115 centimetri.
Una situazione ancora tutta in divenire, che racchiude perdite ingenti di quella natura e di quella economia che stanno precipitando sempre più nel baratro della disattenzione, trasportando con loro oltre che la distruzione la nostra superficialità, che, proprio come il maltempo, non accenna a migliorare.