SULLA PRESCRIZIONE E’ LA REPUBBLICA DI TAFAZZI

DI FERNANDO CANCEDDA

Un’avversione, solo in parte motivata, contro i Cinquestelle  porta il quotidiano “La Repubblica” a criticarli anche per le poche riforme di sinistra da loro introdotte nel “contratto” di governo. In questo caso, l’emendamento presentato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede per sospendere la prescrizione delle cause penali subito dopo la condanna in primo grado. Lo ha fatto ieri Stefano Cappellini con gli argomenti che Silvio Berlusconi opponeva qualche anno fa ad analoghe proposte dei magistrati e della sinistra.

Lo ha fatto oggi, quasi in contemporanea con Giulia Bongiorno, un ricercatissimo avvocato difensore dei big della politica nazionale, oggi ministro leghista della Pubblica Amministrazione, il più noto editorialista di politica interna  del giornale romano, Massimo Giannini. Il quale si è chiesto a che cosa serva “il blocco della prescrizione”. Avrebbe potuto rispondersi da solo che si tratta di una misura già ventilata dall’ex ministro della giustizia Andrea Orlando e che prima di lui era stato il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, a dichiarare (6 gennaio 2017)  “comunque irragionevole che la prescrizione continui a proiettare gli effetti estintivi del reato nel corso del processo, pur dopo la condanna di primo grado, mentre sarebbe più corretto intervenire con misure acceleratorie sulla durata dei giudizi di impugnazione”.

Se dunque non è difficile comprendere “a chi serve” la prescrizione non è difficile neppure capire che il blocco permette , come osserva oggi Marco Travaglio su Il Fatto Quotidiano, di togliere agli avvocati degli imputati eccellenti di corruzione e reati fiscali un incentivo a tirare il processo per le lunghe vanificando il risultato delle indagini giudiziarie.  E’ chiaro che non basterà l’emendamento di Bonafede a risolvere l’annosa questione della lentezza della giustizia, ma prendersela con una delle poche riforme provenienti dai Cinque Stelle,  significativamente osteggiate dalla destra leghista (e non solo) a me ricorda un poco la celebre frase di Nanni Moretti: “continuiamo così, facciamoci del male”. Farà del bene invece – aggiungo per completezza – il ministro Bonafede a rispettare gli impegni assunti per gli investimenti che sono necessari ad un’amministrazione giudiziaria più efficiente di quella attuale .