TE LA DO IO L’ AMERICA: DA NO TAP E NO MUOS A SI TAP, SI MUOS.

DI MARINA NERI

 

Era il lontano 1981 quando, sulla rete ammiraglia della Rai, veniva varato un programma televisivo condotto da un giovane comico, tal Beppe Grillo, dal titolo “Te la do io l’America”

La trasmissione prevedeva “filmati commentati con ironia e sagacia dal comico ligure sugli aspetti piu’ curiosi e sulle contraddizioni piu’ evidenti dell’ immenso universo statunitense”( cfr. Wikipedia)

Quasi quarant’anni dopo quell’esordio, l’America ce l’ha data, nel senso che essa permea di se’ totalmente la nostra realta’, mantenendo in pieno le promesse giovanili.

E la situazione in questi sette mesi di governo da perplessa su questioni calde, cavallo di battaglia preelettorale, e’ divenuta lentamente ed amaramente comica.

Al grido di NO TAP, NO MUOS, si e’raggiunto al Sud il 40 per cento del consenso con punte del 44 per cento in Puglia e del 47 per cento in Sicilia.

A Niscemi, Sicilia, proprio per la battaglia al fianco dei No MUOS, il Movimento 5 Stelle aveva avuto un successo pari al dato del 53 per cento dei voti.

Elettori incantati da un Vaffa indifferenziato verso opere faraoniche in nome delle quali la politica tradizionale aveva prostituito la dignita’ di intere popolazioni barattando tradizioni secolari, eccellenze territoriali, in nome di chimeriche possibilita’, di lusinghe di potere, in un’unica parola, del Mercato.

La carta vincente di un nuovo modo di fare politica: metterci la faccia ed essere credibili.

E la gente ha riposto fiducia in un Movimento che faceva proprie le istanze del territorio.

Il sogno di un Governo della gente e non un deus ex machina dalle decisioni sovranazionali
da propinare come supposte miracolose.

Nell’incredulita’ della Politica tradizionale, il Movimento 5 Stelle diveniva primo partito italiano.

Il Sud dai sogni traditi, dalle promesse mai mantenute, dalle piaghe mai sanate, votava compatto, univocamente teso a scompagirare il vecchio sistema e a proiettarsi verso il futuro fatto di concretezza e vento nuovo.

Ma lo “stai sereno” sussurrato al popolo, e’ una frase da non pronunciarsi mai.

Evoca sinistri pensieri e, come richiamato da recessi oscuri, ecco risorgere il vecchio modo di fare politica: promesse in cambio del voto.

Cosi’ il NO TAP originario divenne probabile TAP, possibile TAP, irrinunciabile TAP.

E gli ulivi secolari del Salento piangono la loro dignita’ perduta come quella linfa che, sdradicati, sanno di non ritrovare mai piu’.

Piange la sughereta di Niscemi. La quercia sempre verde, forte albero resistente alla natura che attraverso la sua furia estrinseca la sua forza, ma debole dinanzi ad una subdola ragion di stato che piega la volonta’ degli elettori alle esigenze di Mercato, sia esso economico, energetico, militare, che non conosce il significato della parola “Coerenza”.

Altra gatta da pelare, dunque, per il governo e per la sua componente maggioritaria: il MUOS, acronimo per Mobile User Objective System, sistema di comunicazione satellitare militare ad alta frequenza e a Banda stretta, gestito dal Dipartimento di Stato Americano.

Il mega impianto e’ stato realizzato dentro la sughereta di Niscemi, provincia di Caltanissetta.

Attivisti ecologisti, popolazione del paesino e persino esponenti del partito pentastellato locale, si sono sempre schierati contro la realizzazione dell’opera per il forte impatto ambientale. Relazioni, dossier, documenterebbero probabili effetti deleteri sull’ecosistema, su esseri umani, flora, fauna e nell’ambito di un territorio che e’ riserva naturale.

I campi elettromagnetici,secondo gli studi dei No MUOS generano malattie gravissime e rischiano di fare estinguere le api, insetto necessario per la riproduzione, molto sensibili al rilascio di onde elettromagnetiche.

Il Tar Sicilia aveva accolto le ragioni dei No MUOS. L’ordinanza poi era, stata appellata al Consiglio di Giustizia siciliano che avrebbe invece rigettato il ricorso. Fra qualche giorno il Consiglio di Giustizia siciliano dovra’ pronunciarsi ancora una volta in merito dichiarando l’opera valida o non valida.

Intanto pare che il Ministero della difesa abbia ritenuto di costituirsi e contestare la domanda dei No MUOS.

Detto comportamento ha fatto insorgere il grillino Trizzino il quale ha ribadito la posizione della gente dell’isola : NO AL MUOS.

Ma il governo, rispondendo in maniera piccata,
assumendo una posizione pro radar, avrebbe sostenuto che unica voce ufficiale del Movimento e’ quella dell’esecutivo. Le altre sono voci singole ed esclusivamente di carattere personale, non vincolanti per la macchina politico/ amministrativa.

Si tenderebbe a non irritare ulteriormente l’alleato americano.

L’opera e’strategica per le ragioni statunitensi e della Nato stessa. Opera ricadente nella attivita’ di controllo e monitoraggio della marina americana, utile per l’egemonia nel mediterraneo, fino al medioriente.

Non sono casuali gli inviti di Trump a Conte, a Mattarella.

Da Washington un esame minuzioso delle politiche italiane.

La rideterminazione con il precedente governo della spesa per gli F35, rimodulata al ribasso, la limatura italiana sulla missione in Afganistan. La vicenda Tap che ha inquietato l’alleato. Sono tutti aspetti che hanno fatto dichiarare al presidente Trump che “la sicurezza energetica e’ un obiettivo strategico essenziale per gli USA e per l’Europa.”

Ha invitato, quindi gli italiani a completare la realizzazione del gasdotto salentino per sottrarre una parte notevole del mercato alla concorrente Russia.

Anche per il caso MUOS la bega e’ tutta interna al Movimento 5 Stelle. La lega sta a guardare, gatto sornione, in attesa di ghermire tutto il cucuzzaro.

Il Movimento 5 Stelle vede il suo elettorato fortemente critico nei confronti di decisioni diametralmente opposte alle promesse elettorali.

Il rapporto fra un partito politico ed il suo elettorato somiglia ad un sinallagma, un rapporto obbligatorio, un contratto a prestazioni corrispettive in cui l’oggetto e’ il programma, i contraenti sono gli elettori da una parte e i candidati dall’altra.

Le trattative precontrattuali sono le promesse elettorali estrinsecate durante la campagna elettorale.

L’accordo e’ siglato col voto.

L’esecuzione del contratto si esplica attraverso l’attivita’ di governo.

Trattative precontrattuali, extracontrattuali, contrattuali devono essere sempre improntate a lealta’ e buona fede.

Ove questi due requisiti vengono meno, o si dimostri la simulazione, il contratto nel suo esistere puo’ essere annullato con conseguente diritto al risarcimento danni.

Applicabile questo principio al governo renderebbe comica tutta la vicenda.

Beffati i cittadini prima, durante e dopo le trattative.

Non si puo’ sempre sostenere :_prima di essere al governo non sapevamo…_

Non e’ una esimente. Cio’ che non si conosce non si deve promettere!