UN ABBRACCIO AD ANTONIO BASSOLINO ASSOLTO CON FORMULA PIENA

DI FABIO BALDASSARRI

Sono stato (da presidente della provincia di Livorno uscente nel 1989 e sindaco del comune di Piombino entrante nel 1990) componente della terza mozione presentata da Bassolino al congresso di fondazione del Pds. Minucci, che aveva fatto parte della segreteria nazionale con Berlinguer ed era stato direttore di Rinascita, diventò sindaco del comune di Orbetello nel 1993, e Bassolino diventò sindaco del comune di Napoli nello stesso anno. Avemmo vita dura con i cambi di nome e di leadership nel partito anche perché, fin dal primo congresso, una maggioranza subdolamente competitiva si era formata intorno ad Occhetto, D’Alema, Veltroni e, per certi versi, Napolitano. Nell’anno in cui Minucci e Bassolino diventarono sindaci, Ingrao annunciava l’addio al Pds e, da indipendente di sinistra, si collocava vicino a Rifondazione. Avemmo tutti dei problemi, ripeto, ma personalmente meno degli altri perché i miei furono di livello locale e mai finirono (salvo per le manifestazioni contro la privatizzazione dell’Italsider) sotto la luce dei riflettori o sul piano giudiziario. Bassolino, invece, ne ebbe molti e pesanti: più che altro quando diventò con successo governatore della Campania e, sulla “questione rifiuti”, fu attaccato sia dalla destra sia dalla sinistra. Protagonista degli attacchi a Bassolino si pose, in primo piano, Pecoraro Scanio (un verde che al tempo era influente ministro dell’ambiente nei governi di centro sinistra). Bassolino fu oggetto di ben 18 procedimenti che trovarono motivazioni forse giuridicamente plausibili ma, come poi si è dimostrato, montate ad arte da un intreccio apparentemente insondabile fra politica, amministrazione e camorra della Campania. Dunque, dei tre sindaci aderenti alla terza mozione che governarono controvento nei primi anni ’90, Minucci non è più tra noi, io uscii dal Pd nel 2014 e Bassolino nel 2017. Per quanto riguarda l’aspetto giudiziario, Bassolino è stato archiviato o assolto con formula piena ognuna delle 18 volte (l’ultima due giorni fa) in cui è stato affrontato il suo caso nelle sedi proprie: vedi http://www.ansa.it/…/fondi-dissesto-assolto-bassolino_f6968…. Ma non possiamo dimenticare che non ebbe mai fino in fondo la solidarietà, il supporto e il riconoscimento da parte del partito in cui, fino al 2017, ha cercato di condurre lealmente le proprie battaglie. Ti abbraccio compagno Bassolino, e sono fiero di avere condiviso con te e Minucci un confronto politico che pure avevamo perso. Chi doveva pagare quel conto sapevamo che tanto, prima o poi, lo avrebbe pagato. Purtroppo ci voleva Renzi, al tempo concorrente della “Ruota della fortuna”, per scaricare il 4 marzo un conto così salato sull’intero Pd e sulla sinistra nel suo complesso. Ma (diciamocelo) molti altri nel Pci/Pds/Ds dovrebbero sentirsi, oggi, politicamente colpevoli.

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