SONDAGGI: LEGA AL 34,7%, M5S AL 28,7%

DI PAOLO DI MIZIO

C’è chi prevede (o auspica) che il M5S sia destinato presto a sparire. Ma sparire è una parola grossa.

Secondo il sondaggio di Nando Pagnoncelli pubblicato ieri (3 Nov.) dal Corriere della Sera, il M5S “rispetto alle Politiche evidenzia una fedeltà di voto da parte di due elettori su tre e una più debole [rispetto alla Lega, ndr] — ma tutt’altro che trascurabile — capacità di attrazione di nuovi elettori (quasi uno su cinque).”

Comunque è chiaro che il M5S è avviato a perdere voti a favore della Lega e difficilmente potrà recuperare, se non interverranno fatti nuovi. Infatti, sempre secondo Pagnoncelli, l’incremento della Lega al momento è formato per il 16% da elettori che alle ultime elezioni hanno votato il M5S. Il resto dei nuovi voti in entrata nella Lega proviene da ex elettori di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e perfino del Pd (3%).

Il vero cadavere è il Pd che “soffre non solo nelle regioni meridionali, dove si colloca tra il 12% e il 13%, e nel Nord est (13,6%), ma anche nelle tradizionali zone di insediamento (Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Umbria)”.

È verosimile che il prossimo parlamento avrà solo due partiti di massa, M5S e Lega (probabilmente non più alleati ma opposti l’un l’altro), e due cespugli, Pd e FI, destinati all’irrilevanza o a fare da stampella all’uno o all’altro dei due partiti di massa. Pd e Forza Italia sembrano insomma accomunati nella decadenza. E’ l’ultimo atto del patto del Nazareno: potremmo chiamarlo “il destino del Nazareno”.

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