COMICS, BOOM PER LUCCA. 250 MILA PRESENZE AL FESTIVAL PIÙ IMPORTANTE D’ITALIA

DI CHIARA BERNARDINI

Ecco che anche quest’anno siamo giunti al termine del festival del fumetto più importante d’Italia. Il Lucca Comics and Games è ormai una tradizione che vive da più di vent’anni. Gli amanti del fantasy impiegano molto del loro tempo per creare il costume perfetto, si fanno chiamare cosplayer e molto spesso la differenza con l’originale è impercettibile.

Quest’edizione ha avuto, per quanto sia possibile, ancora più successo rispetto all’anno scorso. Lucca infatti ha contato più di 250 mila biglietti venduti, con presenze da tutto il Paese, tanto che anche Trenitalia ha contato moltissimi guadagni. Una festa che non stanca mai e che anzi anno dopo anno aumenta di importanza e coinvolgimento.

Quello del 2018 è stato un allestimento significativo per gli amanti del fantasy. Un programma vastissimo, all’insegna del divertimento e della scoperta. Tra i fumettisti più importanti sono comparsi nomi come quello di Tuono Pettinato, che ha permesso di scoprire la bellezza del Giappone attraverso le sue vignette presentando “Big in Japan”, una guida originale su cosa mangiare e visitare nella capitale del “Paese delle otto isole”. Libro definito il Koami Code delle guide su Tokyo, dove Koami Code vuole indicare la Bibbia dei fumettisti. Non solo, ieri sono stati mostrati una serie di disegni dedicati al fumettista Robinson firmati da Gipi, Massimo Giacon, Giacomo Nanni e molti altri nomi rilevanti per gli appassionati del genere.

Ospiti d’eccellenza sono stati Arthur Adams, uno dei maestri del fumetto mondiale, che spesso e volentieri, insieme all’autore di punta Marco Cecchetto, ha dato vita ai supereroi Marvel. Neal Adams, “papà” di Batman e degli X-Man.

Per gli amanti del cinema ha fatto la sua comparsa Ruggero Deodato, regista del Cult “Cannibal Holocaust. La casa sperduta nel parco”. Ma anche gli amanti della musica, della scienza e delle serie tv non sono rimasti delusi con ospiti eccezionali che si sono concessi per foto e autografi con i propri fan. Elencarli tutti diverrebbe noioso e ripetitivo, ci sono tantissimi spazi dedicati all’elenco di chi ha aderito con la propria presenza al festival. Ciò che merita di essere compreso però è il significato che questa vera e propria tradizione possiede per gli amanti del genere.

Il vestito per il Comics è qualcosa di speciale, non lo trovi fabbricato. Io compro la stoffa e lo cucio tutto da sola. Poi mi occupo degli accessori. Il vestito è una creazione personale per chi ama davvero l’evento” dichiara una ragazza che presenziava alla rassegna più famosa d’Italia.
E ancora “Quando prendiamo i biglietti per il Comics, io e i miei amici sembriamo molto i ragazzi di ‘the big bang theory’ e se per mal disgrazia non troviamo quelli che vogliamo scatta il panico. Beh non è mai successo perché siamo di quelli che fanno il conto alla rovescia.”, confessano cinque cosplayers vestiti in modo semplicemente perfetto.

Ciò che però è giusto sottolineare è che per molti questa festa è l’occasione per sentirsi uguali a tutti, ognuno attraverso un costume diverso, ognuno con le proprie idee. Tutti così differenti e paradossalmente tutti così uguali. Un senso di unione che solo una rassegna del genere riesce a dare.
Una vera e propria “riunione” adatta a tutti, grandi e piccini che ogni anno riesce ad aumentare di consenso e di popolarità.