IL DECRETO SICUREZZA VERSO LA FIDUCIA

DI CHIARA FARIGU

Manovra e governo sotto la lente d’ingrandimento. La prima all’esame dell’Uerogruppo per la tenuta dei conti, il secondo che proprio sulla sicurezza (e sulla prescrizione) si gioca la sua di tenuta. Troppi i mal di pancia da ambo le parti intorno a questi temi che da tempo alimentano il dibattito. Sul decreto sicurezza sono i pentastellati a pagare maggior pegno all’interno dello stesso Movimento che, in vista della fiducia, che quasi certamente verrà chiesta domani, dovrà vedersela coi cosiddetti dissidenti. Nugnes e De Falco, considerati i duri e puri del Movimento, dopo aver più volte dichiarato il voto contrario qualora non ci fosse stata la fiducia, pare invece che si asterranno uscendo dall’aula al momento della votazione. Ma la fronda dei ribelli potrebbe essere più numerosa e domani potrebbero aggiungersi anche Matteo Mantero ed Elena Fattori che hanno più volte esternato il loro malcontento. Un voto contro, è bene ricordarlo, costituirebbe un problema per il governo che al Senato conta su una risicatissima maggioranza: solo 6 voti in più rispetto ai 161 della maggioranza assoluta. Un rischio che non può permettersi.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Stefano Buttagni, è stato chiaro nei giorni scorsi: “Se Gregorio De Falco non voterà il decreto si assumerà le sue responsabilità. Se non si ritrova nella maggioranza sono certo che si dimetterà e tornerà a fare il suo lavoro”. Intelligenti pauca, quindi. Perché non si possono presentare 80 emendamenti come se si stesse all’opposizione, chiarisce Buttagni. Insomma, una cosa è discutere, anche animatamente, altra è dissentire e votare contro.

Contro la fiducia è anche Forza Italia che vorrebbe poter votare il provvedimento riveduto e corretto e soprattutto arricchito dai propri emendamenti presentati.

Domani al Senato verrà sciolta la riserva ma la fiducia è già nell’aria da qualche giorno.

E’ il decreto fortemente voluto da Matteo Salvini che unisce in un unico provvedimento i temi da sempre cari alla Lega e al centrodestra: sicurezza e immigrazione, prevedendo per entrambe una stretta e maggiore severità nei confronti dell’immigrazione clandestina.
A dirsi preoccupato, oltre all’opposizione, è l’Alto commissariato Onu per i rifugiati, perché le norme “qualora fossero approvate nella loro forma attuale, potrebbero influire
negativamente sull’accesso alla protezione e ai diritti dei richiedenti asilo e rifugiati in Italia”.

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