LA POLITICA DI QUESTO GOVERNO? A CAVALLO TRA L’ISOLA DEI FAMOSI E IL TIFO DA STADIO

DI EMILIANO RUBBI

Questa raccapricciante foto raffigurante un coccoloso aftersex tra la Isoardi e il ministro dell’interno, con lei che, nella didascalia, dà l’addio alla loro relazione anche sui social network, è diventata istantaneamente virale.

Ed è il sintomo un problema ben più grave di quello che si possa immaginare.

Perché la maggior parte delle persone ostili al governo gialloverde la trovano grottesca, ridicola, la dimostrazione che ogni residuo contegno istituzionale ormai è completamente crollato, ma per gli elettori di Salvini (e anche per la maggior parte dei grillini, ovviamente) non è così.

Anzi, una cosa del genere non fa altro che avvicinare ulteriormente Salvini ai suoi elettori.

Per l’elettorato leghista e grillino, infatti, un politico non deve essere troppo differente da quello che vedono in televisione da Maria De Filippi o da Barbara D’Urso.
La differenza tra un tronista o un concorrente del GF VIP e un politico, per larghe fasce della popolazione, ormai è diventata qualcosa di decisamente molto sfumato.

Quindi, l’idea che la ex di un ministro dell’interno posti su Instagram la foto di loro due a letto, citando un cantante nella didascalia e parlando della loro love story ormai finita, magari può far sorridere o inorridire molti di noi (a seconda se lo si voglia considerare uno sfogo tardo adolescenziale fuori tempo massimo oppure ci si voglia concentrare sul corpo flaccido e budinoso del capitano), ma per chi vota Lega o M5S questa roba è del tutto normale.
Anzi, sono cose che fanno appassionare le persone alla vita privata del ministro, come se quelli in foto fossero Fedez e la Ferragni, non un ministro e la sua ex compagna.
Ed è esattamente quello che i loro elettori vogliono.

Del resto, attualmente Rocco del Grande Fratello è il portavoce del fake-premier Peppino Conte.
Una cosa che, se ce l’avessero detta una ventina di anni fa, avrebbe fatto rotolare a terra dalle risate il paese intero.

Nel momento in cui la politica ha perso ogni valenza culturale, ideale, ma anche istituzionale, questo è quello che la gente chiede ai suoi rappresentanti: di potersi specchiare, di mostrarsi non “migliore”, ma uguale a loro, o quantomeno a quello che vedono rappresentato in tv o sui social network come un “modello di successo a portata di mano” in cui non è necessario avere particolari abilità per diventare famosi e acclamati dal pubblico.

Condividendo questa roba (così come sto facendo anche io), quindi, mentre noi ridiamo, lui probabilmente acquista voti.

Così come successe qualche mese fa con il video in cui, bolso e arrossato dal sole agostano, pubblicizzava una pescheria pugliese.

Ormai, l’idea di politica che si sono fatti gli italiani è questa: una cosa a cavallo tra l’Isola dei famosi, i video dei Ferragnez e il tifo da stadio.

C’è poco da ridere, quindi, se non tra di noi, per puro onanismo.
Se vogliamo arrivare a quelli che non vedono “nulla di male” in questa roba, invece, dobbiamo prima imparare a comunicare con quelle persone.
E non sarà per niente facile se, invece di sforzarci di capire, seguitiamo a ridere di loro