MALTEMPO, GIUSEPPE LIOTTA ORE DI ANSIA PER MEDICO DISPERSO MENTRE SI RECAVA A LAVORO

DI ANNA LISA MINUTILLO

Fiumi di fango, scenari che cambiano velocemente, acqua che avvolge e travolge e quel grande senso di disorientamento che non lascia neanche il tempo di realizzare quanto sta accadendo. Il passaggio di qualcosa che devasta, che non ha forma, che cattura e lascia dietro sé uno spettacolo impressionante per chi ancora riesce a guardarlo.
In questo vortice è venuto a trovarsi Giuseppe Liotta, il pediatra che aveva deciso di recarsi a Corleone, dove lo stavano aspettando i suoi piccoli pazienti. Partito da Palermo, dove abita con la famiglia, avrebbe dovuto percorrere 65 chilometri per arrivare a Corleone. Un viaggio che era quasi giunto al termine prima che le piogge forti e violente che si stavano abbattendo su tutta la Regione, lo sorprendessero. . È riuscito a chiamare la moglie, prima che si perdessero completamente le sue tracce: “Non capisco dove mi trovo, dai l’allarme e fai geolocalizzare il mio cellulare”. Poi il silenzio. Un silenzio assordante che lascia in attesa di risposte non solo la moglie di Liotta ma tutte le persone che lo hanno sempre stimato, grazie alla sua disponibilità ed al suo alto senso del dovere.
La sua auto è stata ritrovata chiusa, questo farebbe pensare che forse  sia riuscito a mettere in salvo e che sia da qualche parte, ma impossibilitato nel comunicare. Stamani i carabinieri hanno trovato anche il giubbotto del medico, ma di lui ancora nessuna traccia.
Giuseppe, 40 anni, è tuttora disperso e ieri si sono alzati in volo anche i droni, nella speranza di riuscire a localizzarlo ed i vigili del fuoco e le squadre cinofile seguendo le sue tracce sono riusciti a giungere alla sua vettura.
Giuseppe ha voluto essere medico fino alla fine pur di raggiungere il posto di lavoro a Corleone, nonostante le piogge violente e la situazione non rassicurante ha rischiato, sfidando i campi già devastati dall’alluvione, forse senza mettere in conto che si sarebbe potuto verificare il peggio. L’esempio di un uomo, ma anche di un medico che ha saputo mettere dinnanzi alla sua stessa vita quella dei suoi pazienti, perché un medico che interpreta correttamente il valore di questa professione sa sempre rispondere positivamente ad una richiesta di aiuto.
Ora Giuseppe non riesce a far sentire la sua voce, che  sia la Protezione civile, con  polizia, carabinieri e corpo forestale,  a cui  si sono aggiunti  i vigili del fuoco di Corleone e Partinico stanno cercando di ascoltare  per farla riemergere da questo mare di assordante silenzio.
Per uno stipendio da fame, per insulti e denunce, per garantire a una popolazione che vive un territorio disagiato la sicurezza di essere assistiti e curati, tutto questo è stato messo alle spalle da Giuseppe, anche se i problemi della scarsa retribuzione e delle turnazioni massacranti comunque esistono, e devono essere risolti.
Non si vuole perdere la speranza di ritrovare una persona che non ha risposto negativamente quando si è trattato di aiutare chi aveva bisogno di lui, che non è stata a calcolare cosa sarebbe stato meglio fare ma si è gettata a capofitto verso il richiamo del bene, interrotto da quel fiume di fango e detriti che speriamo non ci abbiano privati di  un semplice uomo  che svolge il suo lavoro non dimenticando l’umanità e di quanto questo mondo né ha bisogno.