SALVINI: L’ULTIMO SELFIE PRIMA DELLA FINE

DI LUCIO GIORDANO

 

Stavolta, visto che siamo in tema, per il capitano è stata una frana, un’esondazione, un’alluvione di critiche. La prima, grande alluvione di critiche da quando è ministro dell’interno. Prima o poi, lo ripetevamo da mesi, sarebbe capitato. Ed è capitato in una  tristissima domenica di inizio novembre, nel centenario della folle e disastrosa prima guerra mondiale. E’ bastato un selfie da Venezia , postato mentre le agenzie battevano le prime notizie di altri dodici morti in Sicilia, per l’esondazione di un torrente, a scatenare la rabbia degli italiani.  “Tuta della Protezione Civile e si parte direzione Belluno, per visitare le zone colpite da frane e alluvioni e portare i primi aiuti concreti del Governo”, scriveva il segretario della Lega nel post che accompagnava la foto. Volto sorridente, pollice in alto, e quel tragico “chi si ferma è perduto” di mussoliniana memoria che ha fatto indignare ancora di più il Paese.

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Cosa c’è da ridere, gli hanno risposto in tanti, soprattutto dal Veneto, . Per tutti vale questo tweet di Nosurrender: “Dieci morti a Palermo stanotte. E il primo pensiero di Salvini e @lumorisi è il selfie sorridente da dare in pasto ai fans. Fate schifo”. Definitivo.

Il ministro dell’interno ha  provato a far spallucce da Belluno, con uno stentoreo me ne frego di fascista memoria, ma stavolta si capisce bene che ha accusato il colpo. Così, come un bulletto di scuola, sospeso dal preside,  prova a buttare la palla in tribuna, gettando  la colpa sugli ambientalisti da salotto. Per la forza della natura ma, soprattutto, per ‘incoscienza di chi ha sempre permesso di sanare l’abusivismo. Guarda caso però. in Veneto, la Lega governa da 20 anni e i condoni li ha approvati tutti.  i Due con Berlusconi e,  adesso al governo con i 5 stelle, quello per Ischia. Sarebbe stato meglio tacere, insomma

Non va, come direbbe il telecronista Sandro  Piccinini dopo un tiro sbilenco. E che la risposta di Salvini sia sbilenca lo si capisce dalle condivisioni per quel post, tutte di segno negativo. I commenti si moltiplicano, da 50 mila, si arriva rapidamente  a centomila, duecentomila. A fine giornata pare sia arrivato più di un milione di commenti indignati, schifati,  rabbiosi, per quel selfie di totale insensibilità.

Ci sono gesti che valgono più di mille episodi. Che segnano la storia delle persone. E stavolta il motto bene o male basta che ne parliate, non vale. E’ perdente. Tutti concordi. In conclusione,  l’era del selfie, per Salvini è finita. Ne è consapevole egli stesso. La strategia mediatica del suo staff, ormai fa acqua da tutte le parti. E adesso, se vuole evitare altri autogol, il segretario della lega deve stare zitto e lavorare in silenzio, sempre che gli riesca. Altrimenti lo tsunami che lo ha travolto ieri, finirà per liquidarlo entro pochi mesi come un incidente della storia. Un triste, involontario incidente della storia.