“TU NON SEI RAZZISTA, SI NU’ STRUNZ”. IL CORAGGIO DI MARIA ROSARIA

DI CHIARA FARIGU

Sino a quando ci saranno donne (e uomini) come Maria Rosaria è lecito sperare che non tutto è perduto. Che questo mondo che sta andando gambe all’aria può essere salvato. Minuta, sulla cinquantina, non sopporta i soprusi. E quando ci sbatte contro, non è tipo da stare a guardare. Come qualche giorno fa quando sulla Circunvesuviana ha assistito ad una scena che non avrebbe mai voluto vedere. Un ragazzo napoletano ha cominciato a inveire contro un giovane pakistano. Sono volati insulti xenofobi e sguardi minacciosi. Maria Rosaria non è stata a guardare. Né tanto meno a sentire. Si è fatta avanti, ombrello in mano, pronta a sferrare qualche colpo sull’aggressore se non se l’avesse smessa. Poi quella frase, diventata virale, come il video che circola in rete, ripreso dal cellulare di un passeggero, che nel giro di poche ore ne ha fatto un’eroina: “tu non si’ razzista, si’ strunz. Preferisco che l’Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te”.
‘Quale eroina’? si schermisce lei, ‘ho agito d’istinto ma sarei pronta a rifarlo’. Dai social numerosi gli attestati di solidarietà. Non mancano gli ‘strxxxi”, come giustamente li definisce la donna, che le augurano di essere stuprata da uno di loro o che si domandano dov’è quando invece viene aggredito un suo connazionale.
Ci sarebbe da chiedersi (ma la risposta la conosciamo già) cosa facessero gli altri passeggeri, oltre a riprendere la scena con gli smartphone, e perché non siano intervenuti a darle man forte. Il coraggio, che a Maria Rosaria certo non difetta, ‘uno non se lo più dare’, diceva il Manzoni, così la gente preferisce farsi i fatti propri per tornare leoni, subito dopo, dalla tastiera del pc.

E così, episodi come questo, che dovrebbero rientrare nella normalità, vengono percepiti come straordinari, e chi si espone diventa l’’eroe del momento’. Come la scorsa estate, in Sardegna, quando un gruppetto di bagnanti impedì il pestaggio di un giovanissimo ambulante senegalese o lo scorso ottobre, nel beneventano, quando una signora, su un bus, nell’indifferenza totale degli altri passeggeri, intervenne a difesa di un pakistano pesantemente insultato da un italiano che gli chiedeva di fargli vedere il biglietto altrimenti lo avrebbe ammazzato di botte. Episodi, questi, che sono saliti alla ribalta della cronaca perché appunto “straordinari”. Mentre tanti, troppi, vengono consumati nell’ignavia totale di noi italiani ‘brava gente’

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