CARCERE PER GLI EVASORI FISCALI: ARRIVA L’EMENDAMENDO CHE CAMBIA LE PENE

DI PATRIZIA ING. LASSANDRO

Arriva il carcere per gli evasori fiscali. Lo ha annunciato il vice premier Luigi Di Maio. Il provvedimento è migrato dal Dl fisco al ddl anticorruzione.
Mercoledì con un modifica al disegno di legge 1189, all’esame della commissione Giustizia della Camera, a firma della relatrice del M5s Francesca Businarolo è arrivata finalmente una pena più severa relativamente ai reati tributari. Le modifiche riguardano sostanzialmente il dlgs 74/2000, la norma inerente i reati commessi in materia di imposte sui redditi e Iva. Il governo Renzi, grazie ai decreti attuativi della delega fiscale approvati nel 2015, aveva reso meno severe le pene inflitte per i predetti reati.
Adesso le soglie sono più basse per individuazione dell’imposta evasa e gli anni di carcere per chi viene scoperto sono maggiori.
Per il reato perpetrato mediante dichiarazione fraudolenta o uso di fatture non corrispondenti al vero, la reclusione prevista passa da un minimo di un anno e sei mesi a 6 anni di massimo, da un minimo di 4 anni fino a un massimo di 8. Il comma 2-bis ammortizza la pena detentiva in caso di uso elementi passivi fittizi al di sotto dei 150mila euro. L’evasione perpetrata mediante documenti falsi o operazioni simulate per impedire i controlli viene punita con il carcere da 1 anno e mezzo a 6 anni, che andrà da un minimo di 3 a un massimo di 8 anni.
La dichiarazione infedele scende alla soglia dei 100mila euro. Si abbassa 2 milioni di euro, l’ammontare delle attività sottratte o passività imputate necessario per rischiare il carcere. I contribuenti fraudolenti che prima rischiavano da 1 a 3 anni di reclusione ora ne rischieranno da 2 a 5.
La mancata presentazione della dichiarazione unitamente al mancato versamento delle imposte oltre i 100mila euro prevede una pena detentiva da 2 a sei anni. Chi cela o distrugge documentazioni contabili per evasione o per non consentire accertamenti e/o ricostruzione dei fatti, può essere condannato a scontare una pena dai 3 ai 7 anni di reclusione. Il comma K dell’emendamento prevede infine la riduzione delle soglie minime di imposta annuale evasa per il reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate e di omesso versamento di Iva che passano rispettivamente da 150mila a 100mila il primo e da 250mila a 200mila il secondo.
Una stretta che dovrebbe avere effetti positivi a lungo termine.