RAPINA AL CONAD CITY DI NOVOLI, PROVA A FERMARLI UN SENEGALESE

DI RENATA BUONAIUTO

Una rapina stile Far West si è svolta a Novoli, in provincia di Lecce, sabato 3 novembre. Non c’erano cavalli e non è avvenuta in un Saloon ma al Conad City di via Pietro Longo, dove due “recidivi” pistoleri hanno effettuato e messo a segno l’ennesimo colpo.
Erano circa le 18,30 quando a bordo di una moto di grossa cilindrata, probabilmente la Suzuki Gsx già nota alle Forze dell’Ordine perché utilizzata in precedenti rapine avvenute a San Cesario, Veglie, Carmiano e Guagnano, due rapinatori vestiti di nero e con casco integrale hanno fatto irruzione nel supermercato.
Non indossavano stivali e vecchie colt, ma due fucili a canne mozze ed uno zaino per nascondere la refurtiva, si sono avvicinati alle casse e dopo aver brandito le armi davanti agli occhi terrorizzati dei clienti e delle cassiere, hanno iniziato a svuotare i cassetti portamonete. Pochi minuti ed erano già fuori, la moto accesa e pronta per la fuga. Fuori però c’era un senegalese, un giovane che da tempo vive in quella zona e che tutti i giorni all’ingresso del Conad, si rende utile per aiutare i clienti a caricare le buste nelle automobili, per tenere pulito il marciapiede antistante e qualche volta, quando glielo permettono, per pulire i vetri del locale.
Raccoglie in questo modo qualche spicciolo, delle volte donato con un sorriso, altre con fastidiosa insofferenza, perché sono ancora in tanti quelli che sentono la loro presenza come un’invasione e l’offerta d’aiuto, come una pretesa cui debba corrispondere necessariamente un pagamento.
Sabato quel giovane senegalese era lì fuori, aveva visto quanto accadeva e non ha avuto paura nell’ affrontare quei malviventi. Non aveva armi ma solo una sedia di plastica che ogni tanto usava per riposarsi un po’, con quella sedia ha colpito il rapinatore, certo non poteva farcela da solo, i ladri sono saliti in tutta fretta sulla moto e sono fuggiti via, ma se non fosse stato solo, se qualcun altro avesse avuto il suo coraggio, adesso la refurtiva di circa 1500 euro sarebbe stata recuperata. Ha provato anche ad inseguirli, voleva provare a difendere quel negozio che in qualche modo sentiva come il suo posto di lavoro, la sua speranza per costruirsi un futuro migliore.
Dalle telecamere di sorveglianza si potranno sicuramente acquisire informazioni utili per le indagini e si potrà accertare anche il coraggio di questo senegalese, il suo altruismo, la sua generosità e per una volta riconoscerne l’autenticità.
Anche davanti al mio supermercato sotto casa c’è un ragazzo di colore, anche lui ogni giorno mi saluta con un sorriso e mi offre aiuto quando con le buste in mano, litigo con il carrello che non vuole restituirmi l’euro, spesso gli dico “Dai recuperalo tu e vado via” ma, mi capita anche delle volte di non potergli dar nulla e gli dico “Oggi non posso, mi dispiace” e lui non smette di sorridermi e di ripetere in un italiano strano “no preoccupa”. Perché delle volte un sorriso, vale molto di più di un’elemosina.